Paramount Pictures alza la posta nel grande risiko delle major del cinema hollywoodiano, migliorando la propria offerta per Warner Bros e puntando a sottrarre lo studio a Netflix. La mossa prevede anche il pagamento della maxi penale da 2,8 miliardi di dollari che Warner Bros dovrebbe versare a Netflix in caso di scelta del contendente digitale. Un passo che segna un’accelerazione nella corsa a dominare il mercato dei contenuti, tra cinema tradizionale e piattaforme streaming.

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Paramount ritratta con Warner, alzata l’offerta

Secondo i documenti depositati presso le autorità di regolamentazione, Paramount è disposta a versare una “commissione di attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti di Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà finalizzato, a partire da gennaio 2027. Gerry Cardinale, capo di RedBird Capital Partners, che sostiene l’offerta di Paramount, ha dichiarato al Wall Street Journal: “Se non otterremo l’approvazione delle autorità entro la fine di quest’anno, pagheremo 650 milioni di dollari ogni trimestre successivo fino al via libera regolatorio”.

Un’operazione da 77,9 miliardi di dollari

A dicembre, Netflix aveva presentato un’offerta da 27,75 dollari per azione in contanti per Warner e il servizio di streaming HBO Max, con un valore complessivo di 72 miliardi di dollari. L’offerta ostile di Paramount, che include anche l’unità di reti via cavo Warner con canali come CNN, TNT e Food Network, raggiunge invece i 77,9 miliardi di dollari.

Il legame tra il Ceo di Paramount e Donald Trump

Oltre ai numeri record, la partita ha acceso dibattiti negli Stati Uniti sul pluralismo mediatico, soprattutto per la vicinanza del Ceo di Paramount, David Alison, con il presidente Donald Trump. La strategia di Paramount non riguarda solo l’acquisizione di Warner, ma punta a rafforzare la posizione della major nella competizione globale tra cinema tradizionale e piattaforme digitali.