Dal 1° gennaio 2027 i pagamenti delle cartelle e i rimborsi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrebbero avvenire esclusivamente con strumenti elettronici. La novità, contenuta nel decreto correttivo omnibus approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, divide però il settore: mentre il Governo punta sulla digitalizzazione dei servizi, i sindacati chiedono un ripensamento della norma, ritenendola potenzialmente penalizzante per cittadini e operatori.
“Gli sportelli restano indispensabili”
Le organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Unisin e Uilca contestano l’eliminazione di contanti e assegni agli sportelli dell’Agente della riscossione. Secondo le sigle, la gestione di cassa rappresenta uno strumento essenziale soprattutto nelle pratiche più complesse, consentendo di definire rapidamente posizioni debitorie, effettuare aggiustamenti contabili e velocizzare procedure cautelari ed esecutive.
Le criticità per contribuenti e professionisti
Per i rappresentanti dei lavoratori, la soppressione dei pagamenti in presenza rischia di ridurre la flessibilità operativa degli uffici e di rendere più difficoltosa la gestione dei casi che richiedono interventi immediati. A farne le spese potrebbero essere non solo i contribuenti, ma anche imprese, professionisti e consulenti, oltre alle fasce di popolazione meno digitalizzate o che necessitano di un rapporto diretto con gli sportelli.
Le ragioni del Governo
L’Esecutivo difende la misura come un passaggio verso una maggiore semplificazione amministrativa e un’integrazione dei servizi tra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’eliminazione del contante punta inoltre a ridurre i costi legati alla gestione delle casse, al trasporto del denaro e ai rischi connessi alla sicurezza, come furti e rapine. Secondo i dati richiamati nel dibattito, oggi i pagamenti effettuati in contanti o con assegni rappresentano circa il 15% del totale delle operazioni agli sportelli.
Il confronto si sposta in Parlamento
Le sigle sindacali chiedono ora che durante l’iter parlamentare del provvedimento vengano valutati attentamente gli effetti della norma sull’operatività dell’Ente e sulla capacità di garantire un servizio accessibile ed efficiente. Il confronto si concentrerà sul difficile equilibrio tra l’accelerazione della digitalizzazione e la necessità di mantenere canali di pagamento alternativi per chi incontra ancora ostacoli nell’utilizzo degli strumenti elettronici.
















