Riscatto laurea agevolato 2022

L’Inps sta intervenendo sul tema del riscatto della laurea agevolato ed ha presentato una serie di chiarimenti sul tema che rappresenta un passaggio importante per i molti giovani che hanno spesso diversi anni a studiare per il proprio titolo e che ora sperano di vedere corrisposti tali anni nel calcolo della pensione. Proviamo a fare chiarezza sul tema, cercando di capire come l’Inps si sta muovendo anche rispetto a quanto è già previsto in Italia.

Riscatto laurea agevolato 2022

La normativa vigente attualmente in Italia prevede l’onere contributivo relativo al riscatto della laurea gravi completamente sul richiedente, con la cifra dovuta che è determinata dalle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo. Il riscatto spetta a chi ha conseguito il diploma di laurea o un titolo equiparato e può riguardare l’intero percorso di studi o singoli periodi dello stesso. Dal 12 luglio 1997 è inoltre possibile riscattare due o tre corsi di laurea anche conseguiti precedentemente rispetto a questa data.

Riscattare la propria laurea ha però un costo, che non è di certo esiguo. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il riscatto tradizionale degli anni della laurea può arrivare a costare anche 80mila euro. Nel 2019 il governo ha predisposto un riscatto in forma agevolata, che garantisce un risparmio di circa il 70%, ma che è soggetto a determinati condizioni quali la scelta della liquidazione della pensione con il calcolo interamente contributivo e dunque un assegno pensionistico più basso (con il sistema misto che mette insieme il contributivo e retributivo sarebbe più alto).

Arriviamo ora all’ultima pronuncia dell’Inps sul tema. L’Istituto ha chiarito che gli atenei possono riconoscere come crediti formativi universitari le conoscenze e le abilità professionali certificate, ma anche altre abilità maturate dagli studenti in attività formative di livello post secondario. Con esperienze extra-universitarie, dunque, lo studente però essere iscritto ad anni di corso universitario successivi al primo. Anche questi periodi di esperienze formative – che di fatto rendono più breve il percorso universitario – sono riscattabili se si è “in presenza degli altri requisiti previsti dal citato art.2 del decreto legislativo n.184/1997” e “non coperti da altra contribuzione”. Inoltre, gli anni da ammettere a riscatto sono quello che corrispondono alla durata del corso legale che ha dato luogo al conferimento del titolo universitario.