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I rincari di ottobre scorso hanno già causato un impatto “vivo” in bolletta, in media, di 170 euro a famiglia per il solo trimestre da ottobre a dicembre 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. E, con gli ulteriori aumenti confermati da gennaio 2022, si stima un ulteriore impatto di 1180 euro l’anno per una famiglia media italiana di quattro persone: questo il peso degli aumenti in bolletta.

 A fare le stime sull’effettivo peso che gli aumenti dei costi dell’energia hanno avuto è Switcho, l’app del risparmio personalizzato che aiuta i suoi utenti a gestire le spese ricorrenti come luce, gas, internet, telefonia e assicurazioni auto, che ha analizzato il peso in portafoglio – e il risparmio potenziale – dei rincari su coppie, famiglie e ristoranti italiani. 

Quanto potrebbero costare davvero gli aumenti di gennaio 2022?

780 euro all’anno in più per una coppia con un contratto sotto tutela, 1180 euro per una famiglia di 4 persone.

 La stima del peso medio (in valore economico assoluto) degli aumenti viene dall’analisi, da parte di Switcho, di oltre 50.000 bollette: “Siamo la prima piattaforma in Italia a fornire stime di risparmio personalizzato per ogni singolo utente, a partire dalla condizione di partenza: questo ci mette nella condizione unica di avere un Osservatorio privilegiato sul mercato e sui consumi – commenta Redi Vyshka, COO e co-founder di Switcho – Nel descrivere gli aumenti che stanno subendo luce e gas si parla sempre di punti percentuali, ma è quando si guarda ai valori assoluti che si vede il vero peso di questi rincari: l’aumento delle tariffe ha già prodotto aumenti in bolletta in media di 200 euro per una famiglia di quattro persone nel 2021 (di cui 170€ solo nell’ultimo trimestre 2021); un costo che, causa nuovi rincari, arriverà ad impattare per 1.180 euro per il 2022.”

 

Passare dal mercato tutelato a quello libero può quindi azzerare l’impatto di questo possibile rincaro.

I rincari sul costo della materia prima, per la prima volta, generano anche un’inversione di tendenza tra mercato libero e mercato tutelato: un rapido passaggio al mercato libero delle utenze luce e gas potrebbe aiutare, secondo le stime di Switcho, i 12 milioni di italiani (circa il 40% dei contratti luce e gas totali) in regime tutelato a risparmiare fino appunto a 1200 euro l’anno per una famiglia di 4 persone e 780 euro l’anno per una coppia, annullando così del tutto gli effetti negativi del rincaro.

“Gli aumenti dei costi della materia prima stanno portando un fenomeno che non si osservava da anni nel mercato: negli ultimi due trimestri, infatti, e anche in quello appena iniziato, il mercato libero, specialmente sull’online, offre tariffe migliori di quello tutelato – spiega Redi Vyshka, COO e co-founder di Switcho – Cambiare operatore e passare dal mercato tutelato a quello libero in questo momento può essere molto conveniente, specialmente nei periodi a ridosso (prima e dopo) di nuove comunicazioni Arera al rialzo. I prezzi sul mercato libero, infatti, hanno una tendenza a riallinearsi al tutelato in una finestra di qualche giorno, quindi, a maggior ragione in prossimità di nuovi aumenti, può convenire cambiare.”. Importante, però, che lo switch avvenga attraverso i canali online: “In generale, sulle attivazioni offline (punti fisici ocall center), c’è sempre un ricarico sulla materia prima che può pesare fino al 30% in più rispetto all’online, dovuto ad una filiera di vendita molto frammentata e ricca di intermediari, i cui costi vengono scaricati sull’utente finale. A maggior ragione in questo caso, un risparmio rispetto agli aumenti sarà possibile solo facendo riferimento alle tariffe online.”

Per chi è già sul mercato libero: occhio alle variazioni unilaterali delle condizioni economiche (anche con il prezzo bloccato)

Per chi invece si trova già sul mercato libero – condizione che riguarda circa il 60% dei contratti luce e gas in Italia – la situazione si fa più complessa: la situazione straordinaria e contingente che il mercato sta attraversando in questo momento, infatti, sta costringendo alcuni fornitori ad avvalersi del diritto di cambiare unilateralmente le condizioni del contratto, sciogliendo, di fatto, “la protezione” del prezzo bloccato. Una condizione che, secondo le stime dell’Osservatorio di Switcho, porta ad un aumento della tariffa fino al 100% rispetto a quanto concordato nel prezzo fisso: “La netta maggioranza dei contratti sul mercato libero (l’84% del totale), prevede che il prezzo della materia prima sia bloccato in media per i primi 12 mesi dopo l’attivazione: una condizione che adesso, in circa un terzo dei casi, viene meno a causa dei cambiamenti unilaterali delle condizioni da parte di alcuni fornitori. Si tratta di una clausola “di emergenza” accettata dall’Autorità, che però mette in discussione la convenienza della tariffa – spiega ancora Redi Vyshka di Switcho, che aggiunge – In questi casi di tariffe cambiate unilateralmente, così come anche nei casi in cui il contratto sia in scadenza prima di febbraio 2022, lo switch è un’opportunità interessante: cambiare online adesso, infatti, potrebbe permettere non solo di ottimizzare la propria tariffa, ma anche di proteggere gli utenti da ulteriori rincari dovuti alla volatilità del mercato nei mesi a venire.”