La rigenerazione urbana cambi pelle. Come? Dopo anni in cui gli interventi su aree dismesse o degradate si sono misurati soprattutto in termini economici, oggi il focus si sposta sul valore sociale, ambientale e culturale generato dai progetti. Un cambio di paradigma che porta la firma di TEHA Group – The European House Ambrosetti, che con la sua Community Valore Rigenerazione Urbana presenterà il Rapporto Strategico il prossimo 5 novembre a Roma: un documento che promette di segnare una svolta per un comparto da oltre 1.360 miliardi di euro di potenziale economico.
Rigenerare l’Italia: un mercato da 1.360 miliardi e 320 milioni di metri quadri
I numeri elaborati da TEHA fotografano un settore che, se riconosciuto come “industria a sé stante”, potrebbe generare un impatto complessivo sul PIL nazionale di 1.600 miliardi di euro entro il 2050.
Si parla di 320 milioni di metri quadrati di aree da recuperare nei prossimi 25 anni, una cifra che dà la misura del potenziale di trasformazione dei territori.
Ma l’Italia, sottolinea TEHA, non sfrutta appieno questa leva di crescita. Il mercato resta frenato da logiche di investimento troppo legate al rendimento immediato, da un impianto normativo ancora frammentato e da una collaborazione pubblico-privato non sempre efficace.
“Ogni progetto di rigenerazione urbana è in sé un partenariato pubblico-privato – osserva Jacopo Palermo, principal expert Real estate di TEHA – e richiede strumenti capaci di misurare e monetizzare l’impatto generato, non solo in termini economici ma anche sociali e ambientali”.
Nasce l’Urban Regeneration Social Impact Index
Ed è proprio per rispondere a questa esigenza che il 5 novembre verrà presentato l’Urban Regeneration Social Impact Index (URSII), un indice sintetico, basato sul paradigma dei Key Performance Indicator (KPI), destinato a diventare la bussola per operatori pubblici e privati.
L’obiettivo: quantificare in modo integrato e trasparente i benefici di un intervento, traducendo gli impatti sociali, ambientali ed economici in un valore monetario comparabile.
L’indice – sviluppato da TEHA insieme ai partner della Community (tra cui Ardian, Generali Real Estate, Cassa Depositi e Prestiti, Mario Cucinella Architects, DLA Piper, Evogy, PPAN, Stratosferica) – punta a “industrializzare” la rigenerazione urbana, trasformandola in una filiera strutturata e attrattiva per capitali pazienti.
L’URSII fungerà da ponte tra sviluppatori, istituzioni e investitori, facilitando un dialogo “data-driven” e promuovendo scelte basate sul valore complessivo creato per i territori.
Per il settore pubblico, questo significa maggior capacità di attrarre investimenti, pianificare meglio i servizi e potenziare la competitività territoriale.
Per i privati, invece, l’indice diventa una garanzia di trasparenza, mitigazione del rischio e misurabilità del ritorno, anche in termini di performance ESG.
Le buone pratiche: dalle Reggiane al nuovo campus Mind
Il Rapporto TEHA non si limita ai numeri: racconta anche le buone pratiche che già incarnano la nuova visione della rigenerazione. Dal nuovo campus dell’Università Statale di Milano nel distretto di Mind, al progetto “Fili Cadorna”, fino alla trasformazione delle Officine Meccaniche Reggiane, si delineano modelli capaci di coniugare innovazione, inclusione e sostenibilità. Esemplare anche il lavoro di Principia (ex Arexpo), che ha applicato un approccio evoluto al partenariato pubblico-privato nei casi di Rho, Torino e Pavia.
Un dialogo che, sottolinea TEHA, va alimentato con governance stabili, capitale paziente e metriche condivise, per trasformare la rigenerazione urbana in una leva industriale di sviluppo nazionale.
Verso una nuova economia urbana
L’obiettivo finale è chiaro: mettere le città al centro della crescita sostenibile del Paese, superando la separazione tra pubblico e privato, tra finanza e impatto. Come sintetizza Emiliano Briante, partner di TEHA, “la rigenerazione urbana deve diventare una vera e propria industria dell’economia reale: capace di generare valore condiviso, misurabile e duraturo”.
Il 5 novembre, a Roma, la presentazione del Rapporto Strategico della Community Valore Rigenerazione Urbana sarà l’occasione per vedere all’opera questo nuovo modello: una regia pubblica, una filiera industriale e una metrica condivisa per misurare la trasformazione del Paese.
















