concordato preventivo biennale

Con la nuova riforma fiscale non c’è alcun beneficio per chi ha reddito superiore ai 50 mila euro, ma chi ne dichiara oltre i 240 mila avrà un risparmio di 260 euro. Si tratta di un esiguo numero di contribuenti, che in pratica non incide in nulla sui bilanci statali, ma che si trovano in tasca una somma in più.

 

Cosa cambia con la riforma fiscale per l’Irpef

Con l’ultima circolare l’Agenzia delle Entrate ha ridotto gli scaglioni Irpef che sono passati da tre a quattro, in applicazione del decreto legislativo di fine 2023, che contiene la prima parte di quella riforma che porterà ad avere un’aliquota unica. La riforma prevede un sistema a tre aliquote con l’accorpamento della prima e della seconda che sono state portate entrambe al 23% per i redditi fino a 28 mila euro. Chi dichiara più di questa soglia ha un vantaggio di 260 euro, che corrisponde proprio alla riduzione di due punti dell’aliquota per l’intero scaglione 15-28 mila euro e si conserva immutata fino a 50 mila euro.

LEGGI ANCHE: Patto fiscale ecco a chi conviene e a chi no

Il paradosso dei 240 mila euro

Sopra i 50 mila euro però cambiano i meccanismi e il vantaggio rischia di annullarsi o ridursi al minimo, a causa dell’inserimento di una franchigia alle detrazioni. Chi ha un reddito superiore ai 50 mila euro si vedrà trattenere i primi 260 euro di detrazioni, che andranno a sottrarsi alle tasse solo oltre quella soglia. La franchigia non si applica a tutte le detrazioni, ma solo alle spese detraibili al 19% (tranne quelle sanitarie) alle erogazioni dei partiti politici e ai premi di assicurazione per i rischi calamitosi. Si tratta di un tipo di detrazione diffusa e molte di queste incidono sugli interessi dei mutui fino a un massimo di 4 mila euro per l’acquisto e fino 2582 per la costruzione o riparazione dell’abitazione principale. Le detrazioni oltre i 120 mila euro si riducono in modo progressivo fino ad azzerarsi sopra i 240 mila euro. In questo caso l’importo complessivo da detrarre è già annullato e la franchigia non può essere applicata. Quindi chi guadagna 50 mila euro può detrarne 500 tra interessi del mutuo e costo dell’agenzia immobiliare, ma non avrà alcun beneficio fiscale. Chi è oltre i 240 mila paga comunque 260 euro in meno rispetto all’anno prima.