Ddl Autonomia Differenziata
ROBERTO CALDEROLI MINISTRO PER LE AUTONOMIE

Diceva Ugo La Malfa che le Regioni sarebbero state la causa del dissesto dei conti pubblici italiani.

E’ difficilissimo dire se la profezia del leader repubblicano sia stata confermata dai fatti: il nostro mostruoso debito pubblico ha tanti padri e tante madri. Di sicuro, però, non è nelle prerogative delle Regioni la virtù di ottimizzare la spesa pubblica. Anche quelle con il bilancio in ordine – e sono poche – non hanno mai brillato sul fronte dei risparmi e della quaità generela della spesa. Potremmo definirle “monoculi in terra caecorum”.

La riforma Calderoli – bozza di un testo predestinato a percorrere una lunga strada parlamentare – vuole sostanzialmente introdurre una volta in più, con l’”autonomia differenziata”, dei criteri “premialI” per cui i territori più virtuosi nel gestir ebene i soldi pubblici ne avranno di più, salvo perequazioni garantite dalla definizione dei famosi “Lep”, il “Livello essenziale nelle prestazioni”, al di sotto dei quali lo Stato non permetterà che un territorio si riduca, intervenendo quando necessario con dei sostegni in denaro…

Come sempre una riforma “non solo ma anche”.

Perché?

Perché sarà charamente un bluff. La Lega, tornata alle origini padane, che la propugna, lo fa dopo aver visto appassaire i fortissimi consensi incredibilmente pietuti al Sud ed aver deciso appunto di ricominciare con una politica “nordista”. Attenzione: in teoria la Lega ha ragione, al Sud si spende peggio, con buona pace degli irredentismi di alcuni meridionalisti tra l’idealistico e il furbastro. Ma il Sud è anche un  grande serbatoio di voti per il partito guida dell’attuale coalizione di governo, Fratelli d’Italia (d’Italia, mica “delle regioni italiane”) che ha accettato la mossa dei partner in ossequio a una forma di fedeltà di programma ma vede la devolution ulteriore di potere agli enti locali come il fumo negli occhi.

Dunque, verosimilmente questa riforma sarà come un sufflè mal riuscito. In poco tempo, una volta fuori dal forno, si sgonfierà. Per certi verti, sarà un male: alcuni territori (prevalentemente anche e non solo al Sud) si meriterebbero severe ripercussioni per la loro inefficienza. Ma – come diceva Tremonti – è  molto difficile far approvare ai capponi la data del Natale…

Fuori di metafora, come si potrà mai far approvare una riforma a un 40% di elettori italiani che ci rimetterebbe?