Multe che potranno arrivare molto prima, autovelox con regole diverse e ricorsi al prefetto da presentare seguendo una procedura più precisa. La riforma del Codice della strada si prepara a cambiare diversi aspetti della gestione delle infrazioni, dalla loro rilevazione fino all’eventuale contestazione da parte dell’automobilista.
Le nuove disposizioni – si legge su Il Sole 24 Ore – sono contenute nella bozza di decreto legislativo attuativo della delega prevista dalla legge 177/2024. Il testo è ancora in fase di consultazione con le associazioni di categoria, iniziata a inizio agosto e destinata a concludersi il 13 settembre. Il quadro, quindi, non è ancora definitivo e alcune delle misure più discusse potrebbero essere modificate prima dell’approvazione. Tra le novità già delineate ci sono però interventi destinati ad avere un impatto concreto per automobilisti e amministrazioni.
Autovelox, cambia il sistema dei controlli automatici
Una delle principali aree interessate dalla riforma riguarda i controlli automatici delle infrazioni. La bozza prevede innanzitutto che i dispositivi omologati per rilevare più violazioni possano essere utilizzati contemporaneamente per tutte le funzioni consentite. Un apparecchio, quindi, potrebbe operare nello stesso momento come sistema per il controllo della velocità e come telecamera per il rilevamento delle infrazioni al semaforo, quando tecnicamente abilitato a entrambe le funzioni.
Cambia anche il quadro relativo alla segnalazione degli autovelox. L’obbligo generale di presegnalazione, introdotto nel 2007, non sarebbe più fissato in modo inderogabile dalla legge. Le modalità verrebbero invece definite attraverso successivi decreti ministeriali. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato, soprattutto alla luce dell’evoluzione verso le cosiddette smart road e della possibilità di utilizzare sistemi di controllo sempre più distribuiti lungo le infrastrutture.
Multe, la notifica scende da 90 a 30 giorni
Un’altra novità – prosegue Il Sole 24 Ore – riguarda i tempi entro i quali deve essere notificata una violazione quando non è possibile contestarla immediatamente. La regola generale dei 90 giorni resta in vigore, ma per alcune infrazioni rilevate attraverso dispositivi automatici viene introdotto un termine più breve: 30 giorni. La disposizione riguarderebbe, tra gli altri, gli accertamenti effettuati tramite autovelox e sistemi di videosorveglianza utilizzati per controllare Ztl, semafori e corsie di emergenza.
L’obiettivo indicato dal ministero è duplice: accelerare l’intervento dell’amministrazione e, allo stesso tempo, consentire al conducente di venire a conoscenza più rapidamente della propria posizione. Una novità che, sul piano pratico, potrebbe però mettere sotto pressione gli uffici delle amministrazioni chiamati a rispettare il nuovo termine. Per tutte le altre violazioni continuerà invece a valere il termine ordinario di 90 giorni dalla data dell’accertamento.
Ricorso al prefetto, cambia la procedura
La riforma interviene anche sulla possibilità di contestare una multa. Chi sceglierà di presentare ricorso al prefetto non potrà più inviarlo direttamente alla Prefettura. La domanda dovrà essere trasmessa al comando di polizia dal quale dipende l’agente che ha accertato la violazione.
Cambiano anche le modalità di presentazione. Il ricorso dovrà essere inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, Pec oppure attraverso un altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato previsto dal Codice dell’amministrazione digitale. Resterà comunque possibile scegliere, in alternativa, la strada del giudice di pace.
Audizione, il prefetto potrà non convocare il cittadino
Anche l’audizione personale del ricorrente potrebbe diventare meno frequente. La bozza stabilisce infatti che la Prefettura non sarebbe più obbligata a convocare chi ne faccia richiesta. L’audizione diventerebbe una facoltà dell’amministrazione e non più un passaggio dovuto.
I tempi della procedura vengono inoltre scanditi in modo preciso: l’organo di polizia avrebbe 60 giorni per trasmettere il ricorso alla Prefettura, mentre quest’ultima avrebbe 120 giorni dalla ricezione per adottare la decisione. L’ordinanza-ingiunzione dovrebbe poi essere notificata entro 150 giorni dalla decisione.
Cosa succede se il ricorso viene respinto
C’è però un elemento favorevole all’automobilista in caso di ricorso respinto. La bozza prevede infatti che la sanzione venga aumentata di un terzo per ciascuna violazione contestata. Si tratta di un trattamento più leggero rispetto alla disciplina attuale, che prevede il raddoppio della sanzione in determinate ipotesi di rigetto del ricorso al prefetto.
Autotutela, arriva una procedura di archiviazione
La riforma prova infine a mettere ordine nell’autotutela da parte degli organi di polizia. Il nuovo procedimento verrebbe formalmente definito come archiviazione e potrebbe essere avviato sia d’ufficio sia su richiesta dell’interessato. La bozza individua una serie di situazioni nelle quali sarebbe possibile intervenire, comprese alcune delle problematiche più frequenti, come gli errori nella notifica della multa o nell’applicazione della norma. L’archiviazione potrebbe inoltre essere disposta anche quando è già stato presentato un ricorso, fino al momento in cui iniziano le procedure di riscossione coattiva.
Riforma del Codice della strada ancora in evoluzione
Il risultato della riforma sarà un Codice della strada profondamente aggiornato, con nuove regole per i controlli elettronici, tempi più brevi per alcune notifiche e una procedura più strutturata per chi decide di contestare una sanzione. Un intervento che punta a rendere più omogenea la gestione delle multe, ma che dovrà anche misurarsi con la capacità delle amministrazioni di applicare le nuove regole nei tempi previsti.













