Rifkin
Sala Alessi a Palazzo Marino

Con la terza rivoluzione industriale abbiamo assistito all’introduzione della digitalizzazione delle tecnologie. Ora stiamo entrando nella quarta rivoluzione che nei prossimi anni cambierà radicalmente le nostre vite. Ad affermarlo è Jeremy Rifkin, famoso economista statunitense e autore di oltre 20 libri. Dal primo sull’economia all’idrogeno scritto 20 anni fa, fino ad arrivare alla terza rivoluzione industriale del 2011 e i suoi ultimi “Un green new deal globale” e “L’età della resilienza”. I suo testi sono stati di ispirazione per molti politici che nel corso degli anni hanno abbracciato le sue idee.

«La rivoluzione industriale ha dato il via allo sviluppo urbano e alla diffusione delle società quotate e alla nascita dello Stato Nazione», ha detto Rifkin. «Nel 2008, periodo della seconda rivoluzione industriale, quando il petrolio ha raggiunto livelli record, ci fu un crollo finanziario dopo circa 60 giorni. L’impennata del prezzo del greggio ha contribuito a generare una crisi senza precedenti».

«Con Internet e il digitale» – aggiunge – «sono nate nuove opportunità che hanno portato ad una rivoluzione distribuita. Abbiamo milioni di persone con il cellulare che stanno generando la loro energia. In questo momento i costi fissi dell’eolico e del solare sono scesi rispetto alle altre fonti rinnovabili. Con la nascita dell’Internet energetico molte persone generano la loro energia e attraverso l’utilizzo di dati e algoritmi, distribuiscono l’elettricità anche in altri paesi. C’è poi un terzo Internet che è della mobilità. Il trasporto è sempre più autonomo e attraverso l’utilizzo di big data, algoritmi e intelligenza artificiale funziona autonomamente».

«In questo momento» – spiega Rifkin – «sta prendendo piede una quarta rivoluzione industriale che trova le sue fondamenta nella terza rivoluzione. Ci stiamo muovendo verso la nascita di un quarto Internet, quello idrico. La regione del mediterraneo ha un grande problema di surriscaldamento. L’acqua c’è sempre ma sta cambiando. L’internet dell’acqua è un mercato che sta prendendo piede in questo momento. In ogni regione d’Italia dobbiamo avere delle cisterne che catturino l’acqua. Attraverso l’uso della tecnologia digitale sarà possibile trasportarla».

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«Il governo nazionale sta scomparendo e in futuro saranno sempre di più le regioni ad autogestirsi», afferma Rifkin che conclude «il denaro c’è ma è necessario che politici, istituzioni, regioni si mettano insieme e dialoghino per intervenire con azioni concrete. Abbiamo ancora 24 mesi a disposizione per sfruttare i fondi del Pnrr. E’ un’opportunità che l’Italia non deve perdere. Bisogna intervenire al più presto per rinnovare le infrastrutture, ma per farlo c’è bisogno del contributo di tutti, in primis della politica».