Rientro a lavoro post maternità

Il rientro a lavoro nel post maternità è un momento molto delicato per chi ha usufruito della misura in quanto sarà necessario trovare il giusto equilibrio tra la nuova sfera privata e quella lavorativa. L’ordinamento italiano prevede una serie di tutele per chi torna a lavoro dopo la maternità, vediamo dunque di cosa si tratta.

Rientro a lavoro post maternità

È anzitutto necessario dire che il congedo di maternità per la lavoratrice dipendente ha una durata di cinque mesi, con la data di rientro al lavoro che risentirà della modalità con cui si è fruito del congedo: ordinaria (che ha inizio due mesi prima dalla data presunta del parto e va fino ai tre mesi successivi a dopo il parto), con inizio all’ultimo mese di gravidanza o con inizio dopo la nascita del figlio/a. In ognuno degli ultimi due casi andrà preso a riferimento il mese d’inizio e andranno calcolati 5 mesi di congedo.

Ma cosa succede se al termine del congedo di maternità la lavoratrice non si senta pronta a rientrare a lavoro? In questi casi sarà necessario anzitutto confrontarsi con il proprio datore di lavoro e trovare un accordo. C’è ad esempio la possibilità di ritardare il rientro godendo delle ferie residue, ma il datore non è obbligato a sottostare a tale opzione. Si ricorda, invece, che le aziende non possono opporsi al congedo parentale di 6 mesi, ma alla dipendente spetta in questo caso una retribuzione ridotta pari al 30% della normale retribuzione.

Una possibilità che può essere presa in considerazione dei datori di lavoro che hanno una dipendente che chiede un rientro post maternità più lungo è quello di valutare l’ipotesi di impiegarla – per un periodo di tempo concordato – per meno ore. In tal senso si sfruttano i permessi per allattamento che spettano alla dipendente nel primo anno di vita del bambino/a. Si tratta, più nello specifico, di due ore di permesso al giorno da godere in entrata, in uscita o comunque nel mezzo della giornata lavorativa. A coloro che sono impiegate per meno di sei ore al giorno, invece, spetta una sola ora di permesso per allattamento. Il principale vantaggio in tal senso per la lavoratrice è che alla riduzione dell’orario di lavoro non corrisponde una riduzione della retribuzione.

Rientro a lavoro post maternità, le modalità

Stando a quanto stabilito dalla legge, il rientro a lavoro nel post maternità non prevede nessun obbligo di preavviso da parte della lavoratrice con la richiesta di congedo parentale che può infatti essere effettuata anche nel giorno che precede l’assenza. È buona norma, tuttavia, comunicare con un po’ di anticipo al datore di lavoro la propria volontà di tornare o di godere del congedo parentale per permettere ai datori stessi di organizzare e pianificare eventuali interventi atti a non ledere la produzione.

Infine, qualora dopo la maternità la lavoratrice non avesse intenzione di rientrare al lavoro l’unica soluzione è quella delle dimissioni. Quest’ultime durante il primo anno di vita del figlio godono di tutele particolari come la non necessità di darne il preavviso al datore di lavoro e il mantenimento del diritto all’indennità di disoccupazione Naspi.