In un mondo interconnesso, dove i flussi finanziari attraversano le frontiere con un clic, l’impatto della criminalità finanziaria sta assumendo dimensioni sempre più globali e sofisticate: in Italia il riciclaggio di denaro ha un valore compreso tra l’1,5% e il 2% del PIL, per un ammontare di 40 miliardi di euro all’anno, secondo gli ultimi dati del report dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia sul periodo 2018-2022. Un fenomeno che ha spinto l’Unione Europea a intraprendere un’azione urgente e coordinata a livello europeo per contrastare il “lavaggio” dei soldi sporchi e il finanziamento del terrorismo. Il nuovo pacchetto di norme antiriciclaggio, noto come AML Package, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso 19 giugno, rappresenta una svolta significativa nella lotta contro questi fenomeni criminali che minacciano l’integrità del sistema finanziario internazionale e la sicurezza dei cittadini europei.

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“Il regolamento armonizza in modo esaustivo le norme antiriciclaggio per la prima volta in tutta l’UE, rendendole direttamente applicabili ai singoli stati membri – spiega Beatrice Moresco, responsabile antiriciclaggio presso Endevo Advisory Firm – Le principali novità sono rappresentate da una due diligence più stringente, dei controlli più rafforzati in materia di identità del cliente, un’estensione della definizione di Persone Politicamente Esposte (PEP) ad altre cariche pubbliche rilevanti per gli Stati Membri e a capi di autorità regionali e locali con almeno 50 mila abitanti. Il rispetto della normativa sarà assicurato da AMLA, una nuova autorità, istituita a Francoforte, per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo”.

L’AMLA avrà poteri di supervisione diretta e indiretta sui soggetti obbligati nel settore finanziario e potrà irrogare sanzioni in caso di violazioni ripetute. “L’istituzione, a livello europeo, di una nuova Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (AMLA), titolare di poteri di supervisione diretta e indiretta sui soggetti obbligati nel settore finanziario, è senz’altro la novità di maggior pregio – aggiunge Andrea Puccio, Founding Partner Puccio Penalisti Associati – Entro l’orizzonte domestico, il ‘sistema 231’, proprio in un’ottica di mitigazione dei rischi penali connessi alla contaminazione criminale del tessuto imprenditoriale, già prevede la perseguibilità, a carico degli enti, degli illeciti amministrativi connessi alla commissione di fattispecie di riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies del D. Lgs. 231/2001), Sarà, tuttavia, onere dei soggetti operanti nei settori a rischio (ad es. società calcistiche e operanti nel settore dei beni di lusso) – destinatari, in quanto tali, degli obblighi di due diligence rafforzata introdotti dal pacchetto AML/CFT – adeguare il proprio Modello ex D. Lgs. 231/2001 alle nuove prescrizioni in tema di verifica della clientela e di provenienza dei fondi, dando, così, vita a sistemi di compliance integrata sul tema”.

Il pacchetto normativo infatti non solo armonizza le regole in tutta l’UE, creando un fronte comune contro il crimine finanziario, ma estende anche il raggio d’azione a settori precedentemente meno regolamentati, come il commercio di beni di lusso e il calcio professionistico, come sottolinea Andrea Isola, Tax Counsel dello studio legale Norton Rose Fulbright: “La popolarità mondiale del calcio e i suoi interessi economici senza frontiere; una industria che vale miliardi di euro acquista la scena della ribalta per le operazioni delle società calcistiche professionistiche con investitori, sponsor, inserzionisti, giocatori e agenti sportivi. Attività criminali e riciclaggio di denaro sfruttano ormai da tempo il settore calcio: può ad esempio accadere che aziende i cui loghi compaiono sulle maglie e sui cartelloni pubblicitari degli stadi risultino poco conosciute alle stesse società calcistiche professionistiche che incassano i proventi pubblicitari. Non è infatti ormai una sorpresa vedere ingenti somme di denaro investiti nello sport senza alcun ritorno o guadagno finanziario apparente o spiegabile. Ciò frusta e sminuisce gli effetti che il riciclaggio di denaro ha recato e reca tutt’ora allo sport competitivo e ai suoi valori. A tal fine, dal 2029 le società sportive calcistiche professionistiche diventeranno in prima persona i soggetti obbligati a contrastare tali pratiche applicando le misure di adeguata verificata e di individuazione del titolare effettivo previste ai fini dell’antiriciclaggio”.

In questo contesto, la tecnologia avrà un ruolo cruciale nella gestione delle catene di fornitura per garantire una maggiore visibilità e controllo sui fornitori, migliorando la compliance e riducendo i rischi. Daniele Civini, head of Sales Italia di JAGGAER, uno dei leading player del procurement nel mondo osserva come “queste norme antiriciclaggio promosse dall’UE sottolineano il ruolo critico della tecnologia nella gestione di tutte le catene di fornitura. Grazie al supporto di soluzioni tecnologiche per il procurement, le imprese hanno maggiore visibilità e controllo sui propri fornitori, migliorano la compliance e riducono i rischi. La nostra tecnologia supporta una maggiore governance facilitando un monitoraggio continuo. In un panorama in costante evoluzione, come quello attuale, abbracciare soluzioni di controllo dell’intera supply chain non è una scelta, ma una necessità”.