Il titolo è quello della ricerca realizzata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e presentata oggi, all’Università di Bologna, nella conferenza  stampa della XIII edizione del Festival del Lavoro organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi a Bologna dal 23 al 25 giugno. “Il lavoro che c’è, i lavoratori che non ci sono” mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Assenza di Candidati

Intervenire sulle tante variabili di questo mercato per coglierne le  spinte trasformative e superare il divario crescente in tempi rapidi è la reale sfida. D’altronde è alto il rischio che entro quattro anni la difficoltà delle aziende nel rintracciare i profili  necessari per la propria attività diventi critica e che a fronte di un fabbisogno di circa 4,3 milioni di  lavoratori, restino disattese 1 milione e 350mila ricerche di personale per assenza di candidati.

I dati illustrano (ma non spiegano del tutto)

Complesso  però rintracciare i motivi di questa tendenza, che sta diventando allerta alla vigilia della stagione estiva  nei comparti a più alta stagionalità come le attività ricettive e la ristorazione. Il calo dell’offerta di  lavoro (-838mila persone attive di 15-64 anni tra 2018 e 2021), dovuta allo sfavorevole quadro  demografico (636mila residenti in meno tra 2018 e 2021, di cui 262mila giovani), ma anche alla  crescita degli inattivi (+194mila nello stesso periodo), interessa anche le componenti della  popolazione tradizionalmente più dinamiche, come gli immigrati (14,4% di inattivi in più). Il dossier  passa poi in rassegna il mismatch esistente in Italia tra offerta e domanda di formazione e fornisce  un quadro dei fabbisogni occupazionali e professionali a medio termine: il disallineamento più forte  è nell’istruzione terziaria, in cui il gap più importante si registra nell’indirizzo giuridico-politico sociale dove mancherebbero ogni anno circa 12mila laureati, seguito dall’area economico statistica  (11mila in meno del necessario), ingegneria (quasi 9mila) e dall’indirizzo medico sanitario (8mila  circa).

Possibili cause

Tra i motivi del fenomeno, secondo la ricerca, rientrerebbe anche l’accresciuta mobilità delle  persone, trasversale tra generazioni e settori d’occupazione e in parte collegata agli effetti della  pandemia sulla vita delle persone. Lavoratori che cercano un nuovo lavoro per un miglioramento  retributivo (52,5%) o per un maggiore benessere ed equilibrio tra vita personale e lavorativa (49%).  Non irrilevante il fatto che l’accresciuta richiesta di profili specialistici nei settori in crescita, edilizia  e sanità in primis per assunzioni e dimissioni, ne faccia aumentare la concorrenzialità. Senza  dimenticare il problema strutturale legato a carenza e bassa specializzazione dei soggetti deputati  all’intermediazione. 

«Il mondo del lavoro – ha affermato Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale  dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro a margine della conferenza stampa di presentazione del Festival del Lavoro – è la cartina al tornasole dei complessi cambiamenti che hanno caratterizzato  gli anni passati e ancora di più incideranno su quelli futuri. Confrontarci sulle transizioni  economiche, sociali, digitali con tutti gli attori era un imperativo per la nostra Categoria, al centro  tra le esigenze datoriali e quelle dei lavoratori».

“Transizioni”, parola chiave 

Transizioni che cambiano anche le competenze  necessarie per poter essere attrattivi nel mercato del lavoro. Otto le Aule a disposizione dei  partecipanti al Festival per investire su se stessi durate la tre giorni. «Il Festival del Lavoro si  conferma l’occasione ideale per investire in formazione, perché catalizza esperienze e  professionalità di alto livello in diversi ambiti d’azione, dal diritto alle soft skills, a margine del  confronto istituzionale e politico che si svolge nell’Auditorium», ha ricordato il Presidente della  Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca.

Un evento nell’evento: la solidarietà

Quest’anno, poi, l’evento dei Consulenti  del Lavoro è diventato anche l’occasione per una gara di solidarietà. Infatti, il piccolo contributo  richiesto ai partecipanti (studenti esclusi) per l’iscrizione sarà totalmente devoluto all’Associazione  “Amaci” per l’acquisto di attrezzature robotiche per la chirurgia pedriatrica del “Gozzadini” di  Bologna. «È nelle persone che si trova la linfa della rinascita – ricorda Pier Paolo Redaelli, Presidente  del Consiglio Provinciale Ordine Consulenti del Lavoro di Bologna e dell’Associazione “Amaci” ‒ e  che assicurano il dialogo tra valori e visione. Per questo abbiamo scelto, come Categoria, di mettere  al centro la qualità della vita delle persone, bambini in primis».

Investire nel futuro

Guardare alle giovani generazioni significa investire sul futuro. Per questo nel calendario del Festival del Lavoro, inserito tra gli  eventi dell’Anno Europeo dei Giovani 2022, è stato previsto un programma dedicato a studenti,  laureati e laureandi, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum Univestità di Bologna, l’Almae  Matris Alumni e il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Nazionale della  Presidenza del Consiglio dei Ministri. Due le direttrici di sviluppo: da una parte il confronto su temi  come intelligenza artificiale, lifelong learning, autoimprenditorialità, criptovalute, metaverso;  dall’altra, consulenze personalizzate con consulenti del lavoro che possono rispondere a quesiti sui  contratti di lavoro, apprendistato, tirocini e l’avvio della propria carriera.

«Per il nostro Ateneo – ha  affermato Paola Fabbri, Delegata per il Rettore per l’orientamento in uscita, il job placement e gli  Alumni dell’Università di Bologna – il supporto all’orientamento in uscita degli studenti è vissuto non  solo come compito istituzionale, ma convintamente come strumento di implementazione delle  potenzialità per l’inserimento lavorativo. Con un panorama del mondo del lavoro in rapidissima e  costante evoluzione, occasioni come il Festival del Lavoro rappresentano per gli studenti e  i neolaureati importanti opportunità di approfondimento e arricchimento al di là dei contorni  formativi propriamente universitari. Collaborare nella costruzione di eventi come questo, consente  alla nostra Università di ampliare e diversificare le opportunità di orientamento e informazione sul  mondo del lavoro che integrano i servizi erogati internamente per la preparazione e la transizione  verso l’inserimento lavorativo, certi del valore aggiunto che questo rappresenta per tutti gli Studenti  e per gli Alumni dell’Alma Mater».