Classificare la ricarica pubblica dei veicoli elettrici come servizio universale di pubblica utilità, al pari dei carburanti tradizionali. È questa la proposta centrale avanzata da Adiconsum nell’ambito di uno studio europeo sul Regolamento AFIR, commissionato a FIER Sustainable Mobility dalla Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo (TRAN) e da Transport & Environment.
Una presa di posizione netta, che porta nel dibattito europeo una questione finora rimasta sullo sfondo: senza regole pubbliche chiare su prezzi, accesso e trasparenza, la ricarica elettrica rischia di restare un servizio diseguale, penalizzando soprattutto utenti occasionali, turisti e cittadini privi di ricarica domestica.
Il contesto europeo: il Regolamento AFIR
Il Regolamento AFIR, in vigore dal 13 aprile 2024 e parte del pacchetto “Fit for 55”, punta a garantire in tutta l’Unione un’infrastruttura adeguata e interoperabile per i combustibili alternativi, con l’obiettivo di sostenere la transizione verso la mobilità a zero emissioni. Lo studio europeo serve a verificare se le regole sulla trasparenza dei prezzi e sull’esperienza utente nella ricarica pubblica siano effettivamente applicate.
Perché la ricarica come servizio universale
Secondo Adiconsum, il problema non è solo tecnologico ma di assetto del mercato. In Italia la ricarica pubblica è trattata come un servizio completamente “libero”, non assimilabile a un servizio pubblico essenziale. Questo consente ampi margini di prezzo, forte frammentazione tariffaria e scarsa leggibilità dei costi finali per l’utente.
Il risultato è una percezione diffusa di iniquità: i costi della ricarica pubblica possono essere da due a quattro volte superiori a quelli domestici, con differenze significative anche sulla stessa infrastruttura a seconda del metodo di pagamento utilizzato.
Le criticità segnalate
Nel contributo allo studio AFIR, Adiconsum evidenzia:
- difficoltà di accesso alle informazioni pre-ricarica, tra app multiple e prezzi variabili;
- scarsa comparabilità delle tariffe, soprattutto sulle colonnine ad alta potenza;
- strutture tariffarie opache, con penali e sovrapprezzi non sempre chiari in anticipo;
- ritardi nell’attivazione delle infrastrutture e forte concentrazione geografica.
Elementi che, combinati, rischiano di rallentare l’adozione dell’auto elettrica proprio mentre l’Unione europea accelera verso lo stop ai motori termici.
Le proposte operative
Oltre alla classificazione della ricarica come servizio universale, Adiconsum propone:
- una piattaforma europea obbligatoria con i prezzi migliori in tempo reale;
- l’adozione generalizzata del Plug&Charge per semplificare l’esperienza utente;
- regole UE omogenee su penali di occupazione e tempi di attivazione delle colonnine.
Il messaggio è politico prima ancora che tecnico: senza un intervento regolatorio forte, la transizione elettrica rischia di restare sostenibile solo sulla carta, ma non equa né competitiva per i consumatori.
















