Il blocco che nell’ottobre 2024 mandò in tilt uno dei principali snodi ferroviari italiani ora presenta il conto a Rete Ferroviaria Italiana. L’Autorità di regolazione dei trasporti ha chiuso il procedimento avviato lo scorso anno con una sanzione da 1,75 milioni di euro nei confronti della società del gruppo Fs, contestando carenze nella gestione e nella manutenzione dell’infrastruttura. Al centro del provvedimento c’è il guasto che il 2 ottobre paralizzò Roma Termini e produsse ripercussioni per ore sull’intera rete nazionale.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Il conto dell’Authority a Rfi

Secondo la ricostruzione dell’Art, le misure adottate da Rfi non sarebbero state sufficienti ad assicurare la piena funzionalità della rete e la continuità del servizio. L’Autorità individua diverse criticità tecniche e organizzative, tra cui l’assenza di un adeguato sistema di allarme sulla centralina di alimentazione a bassa tensione della stazione. Un insieme di elementi che, nella valutazione del regolatore, configura una responsabilità rilevante nella gestione dell’emergenza.

Il guasto nella notte e l’allarme arrivato ore dopo

L’origine dell’interruzione risale alla notte tra l’1 e il 2 ottobre 2024, quando alcuni lavori nell’area di Roma Termini provocarono il danneggiamento di una linea elettrica collegata agli impianti della stazione. Il problema si sarebbe verificato intorno all’1.30, ma Rfi ne avrebbe avuto piena evidenza soltanto alle 6.20, a causa del mancato funzionamento dei sistemi di segnalazione. Quasi cinque ore che hanno amplificato l’effetto del blackout ferroviario e reso più complesso il successivo ripristino della circolazione.

Oltre 54 mila minuti di ritardo

I numeri fotografano la dimensione economica e operativa del disservizio. Nel trasporto regionale furono coinvolti 686 convogli, con 360 cancellazioni complete, 148 soppressioni parziali e oltre 33 mila minuti complessivi di ritardo. Sull’Alta velocità, secondo i dati forniti da Rfi e riportati dall’Autorità, i treni interessati furono 277, con 34 cancellazioni totali, 21 parziali e 29 deviazioni da Termini verso altri scali della capitale. In questo segmento i ritardi superarono i 20.500 minuti. Fonte dei dati: Rfi, nella documentazione acquisita dall’Autorità di regolazione dei trasporti.

La replica della società e la strada del ricorso

Rfi ha preso atto della decisione, sostenendo di essere intervenuta tempestivamente una volta individuata la causa dell’interruzione e ricordando che il danneggiamento sarebbe riconducibile alle attività di una società esterna impegnata nei lavori notturni. La piena funzionalità della stazione venne ristabilita in mattinata, anche se le conseguenze sulla rete continuarono fino al pomeriggio. Per la società resta ora aperta la possibilità di impugnare il provvedimento davanti al Tar del Piemonte entro 60 giorni oppure di ricorrere in via straordinaria entro 120 giorni.