Reti di cavi sottomarini per internet, al G7 accordo per l’espansione verso i Paesi in via di sviluppo. Lo sottoscriveranno i ministri del Digitale e della Tecnologia del G7 secondo quanto anticipato dal quotidiano “Nikkei”, in vista della riunione dei ministri in programma il prossimo fine settimana a Takasaki, a nord-ovest di Tokyo. Secondo il quotidiano, i ministri del G7 adotteranno un piano d’azione e una dichiarazione congiunta che esprimeranno la necessità di una “infrastruttura digitale globale libera e aperta”.

Il piano si avvarrà della collaborazione della Banca mondiale, dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) e dei grandi operatori privati del settore, che assieme finanzieranno i progetti per l’espansione dei cablaggi sottomarini che sino ad oggi non hanno ricevuto sufficiente finanziamento dai soli interessi privati.

Reti di cavi sottomarini per internet, una partita chiave sullo scenario globale

L’espansione e il controllo delle linee di telecomunicazione sottomarine è uno dei teatri emergenti del confronto strategico tra le maggiori potenze mondiali: “Nikkei” ricorda che lo scorso anno il Senegal è stato collegato a Capo Verde tramite un’arteria di telecomunicazioni sottomarina realizzata da Hmn Technologies, ex sussidiaria del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei. Capo Verde è uno snodo strategico delle interconnessioni fisiche tra Africa, Europa e America Meridionale. I cavi sottomarini risalgono al XIX secolo e sono considerati le arterie della rete di comunicazione globale.

Il Giappone si affida ai cavi sottomarini per il 99% delle sue esigenze di telecomunicazione internazionale. La questione della sicurezza dei percorsi dei cavi è diventata urgente a causa dei rischi geopolitici posti dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e dalle frizioni tra Stati Uniti e Cina. Anche la posa di cavi sottomarini per i Paesi emergenti è diventata una priorità politica per Pechino.