L'Ad di Enel Francesco Starace è il primo tra i manager italiani per reputazione online a dicembre 2021

Dicembre mese dell’energia. E non solo per gli effetti dello shock sui prezzi di gas e luce per imprese e privati che sta condizionando l’economia globale, ma – stranamente, sotto certi aspetti – anche su un piano positivo, ovvero quello della reputazione online dei manager del settore. I quali, forse in ragione dello sforzo che tutto il comparto sta profondendo verso la transizione ecologica, nell’ultimo periodo dell’anno appena passato, hanno visto impennare la fiducia nei loro confronti.

La top15 premia l’impegno per la transizione energetica

A cominciare dall’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace che ha conquistato il primo posto nella classifica “Top Manager Reputation”, l’Osservatorio permanente di Reputation Science che monitora la reputazione online dei vertici delle aziende attive in Italia. Starace, reduce dalla cessione di Open Fiber e dalla presentazione del piano strategico dell’azienda fino al 2024 (che anticipa di 10 anni l’impegno per ‘Net Zero’) si è aggiudicata la prima piazza con un consenso pari a 78.42 punti.  Un gradino più sotto dell’ad di Enel, si è piazzato il suo pari grado all’Eni, Claudio Descalzi (78.40 punti), che nelle ultime settimane ha lanciato Plenitude, società in cui confluiranno le attività retail e delle rinnovabili di Eni. Staccati di qualche posizione, rispettivamente al 7° e 8° posto di questa speciale classifica reputazionale, si piazzano Stefano Antonio Donnarumma di Terna (68.31) e Renato Mazzoncini di A2A (66.61) mentre Marco Alverà di Snam è tredicesimo con il 61.19.

Ma la finanza tiene botta con Messina

Se l’energia si può fregiare insomma di avere 5 manager nella top15 di Top Manager Reputation, a seguire i primi due classificati Starace e Descalzi, è il mondo della finanza con Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, che si colloca al terzo posto con un 73.87 probabilmente influenzato dalla fresca aggiudicazione del riconoscimento “Bank of the Year in Italy” assegnato al suo istituto da The Banker. Buon piazzamento anche per Matteo Del Fante (72.83) di Poste Italiane che viene considerata azienda in prima linea contro il climate change, e per Philippe Donnet di Assicurazioni Generali (58.65) che si aggiudica la 14esima piazza grazie al nuovo piano che prevede utili in crescita tra il 6 e l’8%.

E nel fashion Armani supera tutti si piazza quarto

Sostenibilità e innovazione si confermano quindi i principali driver della reputazione del settore Fashion, che occupano altre cinque caselle della top15. Giorgio Armani, che ha rinunciato all’uso della lana d’angora ed è stato nominato Cavaliere di Gran Croce, è quarto con 73.83 punti, davanti a Leonardo Del Vecchio di Luxottica (9°, 66.09) e Brunello Cucinelli (10°, 64.29), la cui casa di moda si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas effetto serra del 60% entro il 2028. Puntano sull’innovazione digitale altri due esponenti della moda: Remo Ruffini di Moncler (12°, 61.29), azienda premiata da Deloitte per la costanza delle sue performance di crescita e che muove i primi passi nel metaverso, e Renzo Rosso di OTB (15°, 57.96), che con la newco Bvx-Brave Virtual Xperience mira anch’egli ad entrare nella realtà aumentata. Due gli altri cluster infine presenti nella top15: John Elkann (5°, 73.49), protagonista dell’Investor Day di Exor, guida il mondo dell’Industria, mentre è stabile Urbano Cairo (61.33) del settore Media&Telco in 11° posizione.