Rana: donati oltre due milioni di piatti freschi alle persone bisognose

La Reputazione non è solo quello che dicono di noi on line, ma sarà il capitale di cui tener conto da qui al prossimo millennio, in quanto capace di determinare il valore delle aziende e addirittura degli Stati. Non più, dunque, Reputazione intesa come valore soggettivo o semplice giudizio, ma asset aziendale destinato a imporsi come nuovo, vero capitale del nostro tempo.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

È quanto emerge da uno studio approfondito e ora contenuto nel libro di Davide Ippolito dal titolo “Reputazione. Capitale del terzo millennio”, distribuito da Mondadori in questi giorni.

Secondo l’autore, d’ora in avanti sarà proprio la Reputazione il metro per valutare prosperità e valore economico di un’azienda, così come il ranking di uno stato a livello globale. Parola di Davide Ippolito,  cofondatore con Joe Casini di Zwan dell’agenzia di reputation marketing, e quindi con esperienza in materia.

Nel saggio, infatti, l’autore analizza l’importanza che la costruzione del consenso ha in molteplici settori fondamentali per il nostro sistema economico: dalle assicurazioni all’industria automobilistica, dagli istituti finanziari agli enti di rilevanza pubblica, oltre agli Stati stessi. Ippolito ritiene fondamentale imparare a pesare e governare la Reputazione, aprendosi a dinamiche di collaborazione, fiducia e rete, e ponendo grande attenzione all’organizzazione.

Il suo libro si sofferma su alcuni casi reali e tra questi il più interessante è quello relativo all’imprenditore del food Giovanni Rana il quale, durante l’emergenza da Covid19, ha avviato un piano da 2 milioni di euro a favore dei dipendenti. Da tempo l’azienda veneta è sotto la lente di Reputation Rating, l’osservatorio permanente sulla reputazione, che la definisce come una delle organizzazioni più virtuose in ottica reputazionale. Tant’è che anche nel pieno della pandemia, il presidente Giovanni Rana, insieme al figlio che è Amministratore Delegato, è riuscito a confermare il suo valore. “Oggi – sottolinea Davide Ippolito – bisogna parlare al plurale di Reputazioni, chiedendosi rispetto a cosa o nei confronti di chi. Tuttavia il più grande errore strategico è pensare che la Reputazione sia solo quello che dicono di te on line”.

In sostanza, attraverso l’algoritmo di Reputation Rating, l’unico framework di analisi che misura e pesa tutte le dimensioni della Reputazione in un unico ambiente, si è compiuta   un’indagine sulla reputazione degli Stati durante la pandemia da Covid19. Ne è emerso che l’Italia, avendo gestito bene alcuni aspetti, ne potrebbe uscire con una reputazione rafforzata, con una possibilità di una più rapida ripresa economica, cosa che non si può dire di altri Paesi come USA e Gran Bretagna.

“Un esempio, questo – commenta Ippolito – che dimostra come la reputazione non sia soltanto cosa gli altri pensano di te. In quest’indagine, infatti, abbiamo analizzato le dimensioni della Reputazione del sistema paese, e non quella dell’attuale Governo, e i risultati che ne sono usciti sono stati eccezionali.” L’analisi ha suscitato interesse in potenziali investitori, così come pure dei vari Governi oggetto dello studio, che a propria volta l’hanno utilizzata come base per valutare la propria politica in situazioni di emergenza. La ricerca è arrivata anche nelle aule parlamentari ed è stata citata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, durante un suo discorso alle camere. Va da sé, dunque, che la Reputazione assume un’importanza sempre maggiore in quest’epoca e, proprio o soprattutto nel corso dell’emergenza sanitaria si è potuto constatare  come essa rappresenti un capitale, peraltro quantificabile, dal momento che le borse dicono che gli asset intangibili legati alla Reputazione valgono oltre i 20 miliardi di dollari. Ne consegue che ogni brand ha il dovere di imparare a pesare e governare gli aspetti che la determinano, valorizzando collaborazione, fiducia, rete e organizzazione. Qualche consiglio? Un salto di qualità reputazionale si può riassumere in tre azioni:

1) il monitoraggio, ossia l’osservazione di come gli strumenti per analizzare la Reputazione diventano sempre più complessi e di importanza strategica per un’organizzazione;
2) la costruzione, vale a dire l’insieme delle attività utili per una corretta e impeccabile costruzione del proprio capitale reputazionale;         
3) la tutela, ovvero tutte le più aggiornate prassi e norme comportamentali da seguire in ottica di Crisis Management.