Gioia e Guenda Novena (Nextopp)

Si parla sempre più, con il dilagare dei social media e nel vasto campo dell’informazione specializzata e non, di Employer Branding aziendale.

In un’era dove tutto è iper connesso e dove siamo abituati a scegliere qualsiasi servizio o esperienza tramite le valutazioni che ne offre il web, anche la scelta del datore di lavoro diventa sempre più accurata e orientata verso le esigenze dei lavoratori.

È compito quindi delle aziende stesse attrezzarsi al meglio per offrire ai propri potenziali clienti ((e ormai anche i candidati sono considerati dei veri propri clienti!) la migliore immagine di sé stesse.

Reputazione aziendale, quanto conta per i lavoratori

La reputazione online e offline di un’azienda, ma soprattutto delle persone che ne fanno parte, oggi è più importante che mai.

Secondo infatti una ricerca condotta da InfoJobs, l’86% dei candidati prima di rispondere a un’offerta di lavoro s’informa sulla reputazione dell’azienda mentre secondo dati LinkedIn, il 70% dei candidati non accetterebbe un’offerta da un datore di lavoro con una cattiva reputazione.

Al giorno d’oggi non è più solo l’azienda a scegliere chi assumere, ma è soprattutto il candidato a scegliere dove andare a lavorare. Alla luce di questo, le aziende devono comprendere l’importanza di riuscire a farsi percepire come dei datori di lavoro desiderabili e lavorare sulla propria attrattività, sulla propria reputation e sulle modalità di comunicazione su ogni singolo canale.

E la comunicazione aziendale passa non più solo dai canali social corporate, ma soprattutto dai brand ambassador: le persone che fanno parte dell’azienda e che comunicano mission, vision, valori e la quotidianità che si respira in azienda.

Comunicare l’azienda, i Ceo sono poco attenti

Il problema è che, purtroppo, la maggior parte dei CEO, manager e responsabili HR italiani investe ancora troppo poco sul proprio modo di comunicare (sui social e non) e soprattutto non conosce ancora i trucchi per farlo in maniera strategica, al fine di rendere attrattiva la propria azienda.

A confermarlo è Nextopp, la società di recruiting fondata da head hunter che si occupa da un lato di ricerca e selezione del personale di figure digitali e tecnologiche e, dall’altro, di aiutare i candidati a prepararsi  al meglio per i colloqui e aiutarli a cogliere la loro “next opportunity” tramite videocorsi on-demand.

Comunicazione personale come leva attrattiva

«In Italia non c’è ancora la cultura della comunicazione a livello personale e non corporate. La comunicazione personale viene spesso erroneamente interpretata come strumento volto a raggiungere obiettivi puramente di visibilità fine a se stessa, invece che come leva strategica di comunicazione per attrarre maggiori clienti, posizionarsi con una maggiore reputazione nei confronti degli stakeholder, e attrarre talenti da assumere» spiega Guenda Novena, co-fondatrice di Nextopp.

«C’è ancora il timore da parte delle aziende – aggiunge – di mettere in luce i propri manager che, grazie al personal branding, potrebbero attirare maggiori opportunità di lavoro altrove».

Reputation, come influenza candidati e investitori

Le recensioni, le valutazioni e commenti non influenzano solo le nostre scelte di acquisto, ma vanno a condizionare anche un altro aspetto importante della nostra vita: la scelta dell’azienda per cui lavorare.

Prima di arrivare un colloquio di lavoro, infatti, a tutti i candidati è consigliato di informarsi sul background della persona che condurrà il colloquio e delle persone che già ricoprono quel ruolo. Secondo Nextopp, ad esempio, cercare il recruiter su LinkedIn prima del colloquio non deve essere percepita come una cosa strana o invadente, ma molto saggia.

Global warming, diversity & inclusion, sostenibilità

Ma perché il candidato è sempre più influenzato dalla reputazione delle persone per cui vorrebbe lavorare?

Secondo Gioia e Guenda Novena, le fondatrici di Nextopp, il motivo è da collegarsi al fatto che c’è sempre una sempre maggiore tendenza a voler comunicare in maniera diretta e a fidarsi delle persone e non delle aziende, soprattutto sui canali digitali, di solito abbastanza impersonali.

«Oltre a questo, è sempre maggiore la sensibilità da parte dei candidati rispetto ai temi del global warming, diversity, inclusion, sostenibilità e si aspettano di comprendere dalle aziende, attraverso le loro persone, se le aziende in cui vanno a lavorare sposano queste cause. Per questo ciò che dicono e comunicano le aziende oggi deve essere perfettamente in linea con ciò che fanno e le missioni che sposano: l’incoerenza non è più contemplata e crea un danno d’immagine decisamente elevato» aggiunge Gioia Novena, co-fondatrice di Nextopp.

Employer branding efficace, serve già in fase di recruiting

Come si può lavorare sull’employer branding dal lato del recruiting? Secondo Nextopp, è necessario porre attenzione ad aspetti chiave come:

  • Personal branding: curare e sviluppare il personal branding delle figure che si occupano di recruiting è essenziale per aumentare l’attrattività dell’azienda e trovare più talenti. La comunicazione di un’azienda in ottica di attrarre talenti non può più prescindere dalle persone interne all’azienda;
  • Evitare qualsiasi tipo di “washing”: le aziende, nell’impostare strategie di comunicazione che sposino cause ambientali e sociali, dovranno stare sempre più attente a evitare di utilizzarle esclusivamente con finalità commerciali e di marketing, ovvero cadendo nei cosiddetti casi di “washing” (pink washing, green washing, rainbow washing ecc.);
  • Coltivare la relazione con chi ricerca lavoro: la creazione di una relazione di fiducia con il candidato parte già dal digitale. Creare contenuti contenuti utili per chi ricerca lavoro e gestire, durante la fase di selezione, un’esperienza candidate- friendly saranno sempre più delle strategie fondamentali per ricevere maggiori candidature e costruire una reputazione solida tra i lavoratori italiani. Se si sceglie di affidarsi a società esterne per il recruiting, è importante che anche queste abbiano competenze di employer branding.
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