Economy magazine

Matteo Renzi mette in guardia in guardia dalle operazioni di speculazione che potrebbero interessare Piazza Affari in questi giorni difficili di emergenza sanitaria. Rischio accresciuto in questo fine settimana con la decisione da parte del governo di isolare alcune aree, in particolare Lombardia e Veneto, per combattere la diffusione dell’epidemia. Il segretario di Italia Viva ha scritto questo fine settimana sui suoi social sulla necessità di misurea tutela dell’economia nazioanle economia, “a cominciare, probabilmente domani da tener chiusa la Borsa“. Borsa che ha aperto questa settimana con un duro calo, insieme a tutte le altre Piazze. 

La risposta è arrivata dall’amministratore delegato di Piazza Affari, Raffaele Jerusalmi (in foto). “C’è un panico ingiustificato: le misure adottate dal governo servono per evitare un sovraccarico dei nostri ospedali e un crollo del sistema sanitario. Questo e’ tutto”. Riguardo ai rischi che Pizza Affari potrebbe correre, Jerusalmi chiarisce: “Borsa Italiana ha un business continuity plan“. Non c’è motivo di aspettarsi che gli scambi non continuino come al solito e il mercato italiano è già sceso in proporzione all’impatto del virus”. 

Contrario alla proposta del Renzi è anche l’economista Alberto Clò, che, intervistato da Adnkronos definisce la sua proposta “una cosa bizzarra”. “Non ne vedo nessun fatto positivo, quindi assolutamente negativo”, aggiunge l’ex ministro dell’Industria, che boccia in modo netto la proposta: “A mio avviso assolutamente no. Pur non sentendomi esperto in materia”. 

L’eurodeputato forzista, Antonio Tajani e Giorgia Meloni, segretaria di Fratelli D’Italia, chiedono a Consob e alle altre autorità un livello di vigilanza massimo. “Tra le misure anti speculazione la Consob valuti anche la chiusura della Borsa e la sospensione della vendita dei titoli allo scoperto”, ha detto Tajani.

L’appello di Renzi trova ascolto nelle parole del sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta. “Sicuramente il problema di evitare che le transazioni finanziare ed economiche siano influenzate e influenzino questo delicato momento è un problema vero”. 

“Sicuramente bisogna stare attenti” e “bisogna evitare che le transazioni economiche siano influenzate dall’emotività e dalla difficoltà del momento”, sottolinea Baretta. “Non voglio dire se bisogna o no prendere un provvedimento così drastico; però sicuramenteil problema esiste: evitare che le transazioni economiche siano influenzate o condizionino questo momento delicato”.

L’idea di chiudere la piazza degli scambi di mercato italiana non è da escludere neanche per il finanziere italiano Giovanni Tamburi fondatore di Tip, che prima sui social e poi su Affari Italiani afferma: “Come a New York hanno chiuso i mercati per vari giorni dopo l’11 settembre noi possiamo benissimo, anzi dobbiamo, farlo. L’emergenza che sta vivendo l’Italia oggi è ad un livello di eccezionalità mai visto, a parte le guerre”. 

“È sicuramente una decisione difficile”, continua Tamburi, “sulla quale rispetto tutte le opinioni. Se però io avessi il potere di farlo, tutto sommato la chiuderei per qualche giorno, perché già gli scambi nei giorni scorsi erano già fortemente falsati, anche da informazioni sbagliate e fuorvianti, ma più che altro perché il risparmio delle persone meno informate, specie in un paese come il nostro va rispettato, in maniera particolare in giorni in cui a moltissimi operatori è stato fisicamente impedito – per decreto legge, da oggi – di andare in ufficio, per cui gli scambi saranno ancor più falsati. La Cina, epicentro della crisi, ha chiuso per una settimana e dopo un iniziale tonfo, in poche sedute ha recuperato tutto, però governo e Banca Centrale sono intervenute”, aggiunge il finanziere.