rallentamento credito
Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce

Per completare l’Europa ci vuole un mercato unico di capitali e una politica economica unitaria. A lanciare la sfida è stato Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, nelle sue Considerazioni finali sulla Relazione annuale 2023.

Il quadro globale

“Nei mesi scorsi – ha detto il governatore Panetta, nella sue Considerazioni finali – l’economia globale ha continuato a espandersi, nonostante il tono ancora restrittivo della politica monetaria in molti paesi e l’incertezza provocata dalle tensioni e dai conflitti in atto in più regioni del mondo.

Le prospettive a breve termine rimangono, tuttavia, deboli. Nel 2024 il prodotto mondiale crescerebbe del 3%: sensibilmente sotto la media dei primi vent’anni di questo secolo. Dopo avere ristagnato nel 2023, quest’anno il commercio tornerebbe ad aumentare, ma meno che in passato. La crescita è eterogenea sia tra i paesi avanzati, dove spicca il dinamismo degli Stati Uniti, sia tra le economie emergenti e quelle a basso reddito”.

Secondo le previsioni di marzo dalla Banca centrale europea prefigurano un consolidamento della ripresa nell’anno in corso e un’accelerazione del Pil all’1,5 per cento nel prossimo biennio”. Preoccupazioni, invece, per la crescita italiana, la cui stime sul Pil per quest’anno si fermano al +0,3%.

L’inflazione nell’area dell’euro era del 2,4 per cento in aprile, con un calo di 8 punti percentuali dal picco dell’ottobre del 2022. La riduzione è stata eccezionale per dimensioni e per rapidità, così come il precedente aumento. L’obiettivo prefissato del 2 per cento dovrebbe arrivare nel 2025.

Un mercato dei capitali integrato

“All’architettura economica europea mancano due elementi essenziali – ha sottolineato il governatore Pennetta – : senza una politica di bilancio comune e un mercato dei capitali integrato resta incompleto l’assetto dell’Unione bancaria.

Senza queste lacune, l’Europa avrebbe potuto rispondere meglio alle crisi degli ultimi quindici anni. L’esigenza di colmarle è pressante alla luce dell’instabilità del contesto geopolitico e degli ingenti investimenti che l’Europa deve realizzare. Il primo è la mancanza di un titolo pubblico europeo privo di rischio. Il secondo ostacolo alla creazione di un mercato dei capitali europeo è l’incompletezza dell’Unione bancaria. Un titolo comune esente da rischi agevolerebbe la valutazione di prodotti finanziari quali le obbligazioni societarie e i derivati, stimolandone l’espansione; offrirebbe una forma di collaterale utilizzabile in tutti i segmenti di mercato, anche per gli scambi transfrontalieri; costituirebbe la base delle riserve in euro delle banche centrali estere, rafforzando il ruolo internazionale della nostra valuta”.

Per quanto riguarda il secondo ostacolo, “l’incompletezza dell’Unione bancaria, in tema creazione di un mercato dei capitali europeo”, il governatore della Banca d’Italia ha fatto riferimento “l’introduzione di un titolo europeo privo di rischio e il completamento dell’Unione bancaria come precondizioni per creare un mercato unico dei capitali, ma non sono le sole questioni rilevanti.

Non va dimenticata l’importanza di definire un Testo unico della finanza europeo, di rafforzare l’attività di supervisione centralizzata e di omogeneizzare i meccanismi di gestione delle crisi di impresa. A fronte dei problemi che ho descritto, voglio sottolineare i progressi che la Banca d’Italia e l’Eurosistema stanno realizzando per dotare il mercato europeo di infrastrutture alla frontiera in materia di pagamenti, di scambi di titoli e di collaterale”.

Le nuove regole di bilancio

“In un’unione monetaria, un bilancio centrale ha due funzioni principali – ha proseguito Panetta, nella sue Considerazioni finali –: finanziare i beni pubblici comuni e rispondere alle fluttuazioni cicliche, sia smussandone l’impatto nel tempo – un compito che in qualche misura può essere svolto anche a livello nazionale – sia compensando tra paesi gli effetti di shock asimmetrici.

Un bilancio europeo consentirebbe di definire l’orientamento fiscale complessivo non più come la somma delle politiche nazionali, ma in base alle esigenze dell’economia dell’area; permetterebbe di affrontare efficacemente shock comuni forti e prolungati, quali la pandemia o la crisi energetica, favorendo la coerenza tra politica di bilancio e politica monetaria.

La recente riforma dei meccanismi di governo economico europei non ha segnato particolari progressi in queste direzioni, così come non ha introdotto la necessaria semplificazione delle regole. In mancanza di avanzamenti verso una politica di bilancio comune, qualunque riforma che intervenga solo sulle politiche nazionali rischia di fare apparire le regole europee sbilanciate verso il rigore e poco attente alle esigenze dello sviluppo”.

Il sistema bancario italiano

“Il 2023 è stato un anno molto favorevole per le banche italiane – ha ricordato Governatore –. Il rendimento del capitale ha superato il 12 per cento. La redditività ha beneficiato di un’eccezionale congiuntura di mercato, in cui l’abbondante liquidità in circolazione ha frenato l’aumento del costo della raccolta, mentre il rialzo dei tassi ufficiali si è rapidamente trasmesso a quelli sui prestiti, alimentando il margine di interesse. Il capitale è salito al 15,6 per cento delle attività a rischio.

Gli ultimi dati confermano la prosecuzione di questa fase favorevole. All’interno del sistema creditizio, le banche significative mostrano valori di redditività e patrimonio superiori alla media europea.

Il quadro è migliorato anche per le banche meno significative, sottoposte alla nostra diretta supervisione. I coefficienti patrimoniali sono aumentati, anche su sollecitazione della Banca d’Italia; ciò ha riflesso l’evoluzione dei profili di rischio, in particolare quello di un rapido aumento dei tassi di interesse, poi materializzatosi. Abbiamo intensificato l’azione di vigilanza per prevenire e affrontare tempestivamente casi di difficoltà riconducibili a debolezze nel governo societario e nei controlli interni”.

“Nei mesi scorsi – ha ricordato Fabio Panetta – ho fatto presente tuttavia che non dobbiamo abbassare la guardia. Lo ribadisco: non possiamo farci cogliere impreparati da tensioni che potrebbero emergere in futuro. Ad aprile abbiamo chiesto alle banche di costituire entro la metà del 2025 una riserva di capitale macroprudenziale pari all’1,0 per cento delle esposizioni domestiche.

L’aumento dei requisiti avrà un impatto trascurabile sull’offerta di prestiti e consentirà di limitare gli effetti negativi di eventi sistemici sfavorevoli: al loro verificarsi la Banca d’Italia potrebbe autorizzare il rilascio della riserva, preservando la capacità delle banche di sostenere l’economia reale”.

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La tecnologia nel sistema finanziario nella relazione Banca d’Italia

“Guardando oltre, sarà soprattutto la tecnologia a influenzare l’attività degli intermediari, bancari e non bancari – ha proseguito Panetta -. I fornitori di servizi di pagamento hanno migliorato l’offerta e le modalità di fruizione di strumenti quali i pagamenti istantanei e i portafogli digitali.

Nel risparmio gestito, vari fondi di credito utilizzano già oggi piattaforme digitali per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di prestiti. Le società di gestione del risparmio hanno avviato iniziative volte a utilizzare tecnologie a registri distribuiti sia per l’emissione delle loro quote e la gestione operativa, sia per gli investimenti in strumenti rappresentati sotto forma digitale (token). Queste innovazioni potrebbero consentire alle imprese di ampliare l’accesso diretto alle fonti esterne di finanziamento.

Molte banche stanno utilizzando la tecnologia per sostituire i canali di distribuzione tradizionali. I guadagni di efficienza che ne derivano stanno determinando benefici sia per gli intermediari sia per la clientela.

Le banche con maggiore capacità di operare online mostrano in media una maggiore redditività, una migliore diversificazione dei ricavi e un aumento delle quote di mercato sui prestiti. I clienti beneficiano di un calo del costo dei servizi – del 60 per cento per le spese sui conti online rispetto a quelli tradizionali – oltre che di un più agevole accesso ai servizi bancari.

Il ricorso alla tecnologia si sta riflettendo in una riduzione del numero di sportelli bancari che può comportare disagi per alcune fasce di cittadini. Per evitare fenomeni di esclusione dai servizi finanziari e difficoltà di accesso al contante, abbiamo avviato un tavolo di confronto con i ministeri competenti e i principali operatori; abbiamo inoltre rafforzato il nostro impegno nell’ambito della Cash Strategy 2030 varata dall’Eurosistema e collaborato alla definizione di misure legislative volte a consentire il prelievo di contante presso gli esercizi commerciali.

Gli investimenti in tecnologie innovative realizzati dagli intermediari italiani sono quadruplicati dal 2017, ma rimangono limitati

I rischi della tecnologia

“L’utilizzo della tecnologia accresce il ricorso alle esternalizzazioni e i relativi rischi – ha concluso Panetta – . Nel 2022 erano oltre 5.000 i contratti sottoscritti dagli intermediari per esternalizzare funzioni essenziali della loro attività. Il ricorso a terze parti consente di innalzare l’efficienza, ma genera rischi operativi che possono arrivare a interessare l’intero sistema finanziario qualora pochi fornitori prestino servizi a molti intermediari contemporaneamente. È questo il caso dei giganti tecnologici – si pensi al cloud o al nascente mercato dei servizi basati sull’intelligenza artificiale – ma anche delle società che forniscono servizi informativi, amministrativi o legati al credito.

L’esternalizzazione non deve mettere a rischio la sana e prudente gestione degli intermediari, che rimangono i responsabili ultimi delle attività svolte da terzi. Nei mesi scorsi abbiamo intensificato gli interventi, incluse le ispezioni, per assicurare un adeguato governo delle politiche di esternalizzazione.

Insieme alla tecnologia, hanno assunto rilevanza crescente i rischi cibernetici, anche in relazione alle tensioni geopolitiche e alle azioni di Stati sovrani. Il settore finanziario rappresenta un obiettivo appetibile, vista la sua dipendenza da dati e procedure digitali e il suo ruolo nevralgico nell’economia. Nel 2023 gli intermediari hanno segnalato un forte aumento degli incidenti gravi.

Nel nostro paese, la Banca d’Italia e l’Abi hanno creato negli anni scorsi il Computer Emergency Response Team per il settore finanziario italiano (CERTFin), che opera con l’obiettivo di innalzare la capacità dei partecipanti di gestire rischi informatici31. La Banca d’Italia ha inoltre stabilito solidi rapporti di collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e con i maggiori soggetti istituzionali operanti nell’architettura nazionale di sicurezza cibernetica”.

Leggi il documento integrale delle Considerazioni finali di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, alla Relazione annuale 2023