oro record storico

Il settore dei Compro Oro torna a chiedere una revisione del quadro normativo e fiscale che disciplina il mercato dell’oro da investimento. L’occasione è stata il convegno ospitato alla Camera dei deputati, durante il quale rappresentanti delle imprese e professionisti del comparto hanno rilanciato la necessità di una riforma capace di rendere il mercato più competitivo, più trasparente e maggiormente allineato agli standard europei. Le richieste, al momento, rappresentano proposte rivolte al legislatore e non corrispondono a modifiche già approvate.

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Norme uniformi per rafforzare il mercato

Tra le priorità indicate dagli operatori emerge l’esigenza di introdurre regole omogenee sull’intero territorio nazionale. Secondo il comparto, procedure standardizzate nella gestione delle operazioni, della documentazione e degli adempimenti consentirebbero di ridurre le difformità applicative, offrendo maggiore certezza alle imprese e rendendo più efficaci le attività di controllo. Una regolamentazione condivisa, sostengono gli addetti ai lavori, favorirebbe inoltre una concorrenza più equilibrata tra gli operatori che rispettano gli obblighi previsti dalla normativa.

Il nodo della tassazione sull’oro da investimento

Uno dei temi più discussi riguarda il trattamento fiscale delle plusvalenze realizzate con la vendita dell’oro da investimento. Gli operatori ritengono che l’attuale aliquota del 26% possa rappresentare un elemento di penalizzazione, soprattutto nei casi in cui non sia possibile ricostruire con precisione il prezzo originario di acquisto del bene. Da qui la richiesta di una revisione del sistema impositivo che, secondo il settore, consentirebbe di valorizzare maggiormente il ruolo dell’oro come bene rifugio, senza compromettere gli obiettivi di trasparenza fiscale.

Digitalizzazione, controlli e competitività

Oltre agli aspetti fiscali, il comparto guarda anche a una modernizzazione delle procedure operative. Tra le proposte figurano una maggiore digitalizzazione degli adempimenti, sistemi informatici più integrati con le autorità di vigilanza e strumenti capaci di semplificare le verifiche antiriciclaggio. L’obiettivo è quello di ridurre gli oneri amministrativi senza abbassare il livello dei controlli, rafforzando al tempo stesso la tracciabilità delle operazioni e la fiducia degli investitori in un mercato che continua a rivestire un ruolo strategico nei momenti di incertezza economica.

Un confronto aperto con il legislatore

Il settore resta oggi disciplinato dal decreto legislativo 92/2017, che ha introdotto obblighi specifici per i Compro Oro in materia di identificazione della clientela, registrazione delle operazioni, iscrizione al registro OAM e normativa antiriciclaggio. Le richieste emerse durante il confronto istituzionale puntano quindi a intervenire su un impianto già esistente, aggiornandolo alle nuove esigenze del mercato. Al momento, tuttavia, non risultano provvedimenti approvati che recepiscano le modifiche auspicate dagli operatori, mentre il dialogo con le istituzioni rimane aperto in vista di possibili iniziative legislative.