Un annuncio-choc: 45 miliardi di sterline di tagli alle tasse. Un crollo in Borsa, oltre 5%, e un crollo della sterlina contro il dollaro, e dunque dei titoli di Stato britannici, che ha sbilanciato le riserve tecniche di alcuni grandi fondi pensione costringendoli a svenarsi per coprire le percentuali di garanzia, a sua volta inducendo la Banca centrale a un privatissimo quantitative easing…

Il più grande taglio alle tasse degli ultimi 50 anni

Una tempesta in una settimana, quella che ha scatenato in Gran Bretagna la decisione del governo Truss di effettuare la  più grande serie di tagli alle tasse degli ultimi 50 anni. Le nuove misure abbassano l’aliquota fiscale di base dal 20% al 19% e aboliscono del tutto l’aliquota massima del 45%. È stato inoltre eliminato il tetto ai bonus dei banchieri, il che significa che potrebbe essere un buon momento per investire in champagne d’annata. A queste mosse si aggiunge la decisione di revocare il divieto di fratturazione di scisto: gli ambientalisti non saranno probabilmente contenti, ma i tempi duri richiedono piani coraggiosi e questo piano non è altro che questo.

Sterlina ai minimi da 37 anni

Dopo aver digerito il mini-bilancio con un sorso di nervosismo, il FTSE 100, l’indice di riferimento del mercato azionario britannico, ha perso quasi il 2%. Ma il vero dramma si è consumato sul mercato valutario, dove la sterlina è crollata ai minimi di 37 anni dopo la notizia. L’indebolimento delle valute può indicare che un governo sta perdendo credibilità, e la credibilità è importante quando si prevede di prendere in prestito denaro (come sta facendo il Regno Unito in questo momento). Quindi, sebbene il governo conti sui tagli fiscali finanziati dal debito per rilanciare la crescita, un calo del 2% della sterlina rispetto al dollaro suggerisce che gli investitori sono tutt’altro 

Guerra all’inflazione

L’ultima dichiarazione della Banca d’Inghilterra (BoE) è stata di guerra all’inflazione, quindi è probabile che l’istituto abbia delle opinioni forti sull’ultimo piano del governo. Tagliare le tasse per stimolare la crescita ha senso quando l’economia è fiacca, ma quando l’inflazione è già alta, si rischia di aggiungere benzina al fuoco. Sembra un braccio di ferro tra la BoE e il governo, e al momento la partita è aperta a tutti.