Il credito al consumo cambia pelle e punta su maggiore trasparenza e controlli più rigorosi. Dal 13 luglio prende il via una delle principali novità introdotte dal decreto legislativo 212/2025: banche e intermediari finanziari avranno tre mesi di tempo per comunicare all’Organismo Agenti e Mediatori (Oam) i dati dei merchant convenzionati, inaugurando di fatto il nuovo Registro dei merchant. L’obiettivo è rafforzare la tutela dei consumatori e rendere più sicuro il mercato dei finanziamenti collegati all’acquisto di beni e servizi.
La misura recepisce la direttiva europea Consumer Credit Directive II (CCD2), che aggiorna le regole sul credito al consumo per adattarle all’evoluzione del mercato e alle nuove modalità di finanziamento offerte anche nei punti vendita fisici e online.
Cos’è il Registro dei merchant e a cosa serve
Il nuovo Registro dei merchant – si legge su Il Sole 24 Ore – sarà gestito dall’Oam, che amplia così le proprie funzioni di vigilanza. Attraverso questo strumento saranno censiti i soggetti convenzionati con banche e intermediari finanziari per l’erogazione di credito finalizzato all’acquisto di prodotti o servizi.
Rientrano tra i merchant le grandi catene commerciali, i concessionari di automobili, gli operatori dell’e-commerce e, più in generale, tutte le imprese che propongono ai clienti forme di finanziamento collegate alle vendite.
L’obiettivo della normativa è aumentare la trasparenza del settore e rafforzare il monitoraggio delle attività di credito al consumo, contribuendo anche a prevenire situazioni di sovraindebitamento dei clienti.
Chi dovrà registrarsi
I primi soggetti chiamati ad adempiere saranno banche e intermediari finanziari, che dovranno registrarsi sul portale dell’Oam e trasmettere le informazioni relative ai merchant con cui hanno stipulato convenzioni.
Anche i cosiddetti merchant creditori, ossia le imprese che concedono direttamente ai clienti dilazioni di pagamento gratuite come attività accessoria alla vendita, saranno tenuti a registrarsi. Dopo l’accreditamento potranno accedere all’area riservata del portale e compilare l’apposito modulo informatico, che dovrà essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un soggetto autorizzato.
Il Registro sarà suddiviso in due sezioni distinte, una dedicata ai merchant convenzionati con banche e intermediari e l’altra ai soggetti che concedono autonomamente il credito.
Chi è escluso dall’obbligo
La normativa prevede alcune eccezioni. Sono escluse le microimprese e le piccole e medie imprese che concedono esclusivamente dilazioni di pagamento senza interessi come attività accessoria alla vendita, purché al consumatore siano addebitati soltanto gli eventuali costi derivanti dal ritardo nei pagamenti. L’esenzione punta a evitare nuovi oneri amministrativi per le realtà di dimensioni più contenute.
Cosa cambia per banche e intermediari
Dal punto di vista operativo, gli operatori del settore non prevedono rivoluzioni organizzative, ma sarà comunque necessario aggiornare procedure interne e sistemi di controllo.
Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di valutazione del merito creditizio, uno degli aspetti centrali della direttiva europea, che mira a garantire una concessione del credito più responsabile.
Secondo gli operatori finanziari, il nuovo impianto normativo rappresenta un passo avanti nella prevenzione del sovraindebitamento dei consumatori, rafforzando al tempo stesso la trasparenza nei rapporti tra finanziatori, merchant e clienti finali.
















