Regione Lombardia, nuovo fondo da 60 milioni per sostenere la ripresa

Le opportunità offerte dai Fondi Europei e Nazionali per sostenere la ripresa e in particolare le piccole e medie imprese. È il tema di un convegno voluto e organizzato dalla Compagnia delle Opere che si è svolto alla Fiera di Bergamo, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Guido Guidesi. Nell’occasione l’assessore regionale ha anticipato il prossimo varo di una delibera che prevede un fondo di garanzia da 60 milioni di euro destinato alla crescita e che i Confidi lombardi utilizzeranno per finanziare le aziende, come incentivo per il rilancio degli investimenti.

La Regione Lombardia, infatti, vuole diminuire i cosiddetti “contributi a pioggia”, valutando piuttosto i progetti in base alle ricadute che sono in grado di originare. Le imprese, questa la volontà della Regione emersa al convegno di Bergamo, «vanno facilitate con strumenti efficaci che consentono di creare lavoro ed anche gli Istituti Bancari devono fare la loro parte». «L’obiettivo – ha detto Guidesi – è creare sviluppo su tutti i fronti e il filo conduttore è solo uno: accelerare la collaborazione tra pubblico e privato. Perché per aiutare il lavoro bisogna prima aiutare le imprese e chi svolge un ruolo istituzionale, non deve dire alle imprese cosa fare, ma deve fornire loro strumenti flessibili per raggiungere i propri obiettivi. Gli interventi devono essere un moltiplicatore». Qualche idea, a quanto si è appreso nel corso del convegno, c’è già: formazione, internazionalizzazione, connessione tra produzione e mondo della ricerca. A dicembre, infatti, la Regione Lombardia varerà anche un bando dedicato alle partite Iva in modo da consentire ai giovani di poter presentare al mercato i loro progetti.

«Ora bisogna fare una scelta di medio periodo, a cominciare dai fondi settennali UE che verranno introdotti a partire da gennaio del prossimo anno» ha concluso Guidesi.   Prospettive buone per i prossimi mesi sono state riferite anche da Carlo Mazzoleni, presidente della CCIAA di Bergamo che ha evidenziato il ruolo sempre più marcato del manifatturiero: «I segnali della ripartenza – ha detto – ci sono tutti ma il cielo purtroppo non è sgombro da nuvole. A cominciare dalla crisi delle materie prime, in articolare dei semiconduttori, un freno a mano tirato per la ripresa, fino al caro prezzi dell’energia, che erode marginalità alle imprese riducendone gli investimenti». Occorre traghettare verso la normalità una situazione ancora condizionata da incentivi e sostegni. Alberto Capitanio, presidente della CdO Bergamo, ha sottolineato l’importanza del «fare insieme come chiave per il rilancio dell’economia, perché le aziende ad oggi hanno lavorato senza sosta per superare la pandemia».

E ha citato i dati della CdO di Bergamo: oltre 1600 associati tra cui PMI industriali e di servizi, con un fatturato che si aggira intorno ai 7 miliardi di euro e che nel 2020 è calato del 13% circa rispetto al 2019 mentre il numero dei dipendenti è sceso solo dell’1%. Tra i relatori del convegno anche Antonello Pezzini, del Comitato Economico e sociale europeo e consulente del Ministero della Transizione Ecologica. Pezzini ha messo al centro del suo discorso i piani di sviluppo economico per la tutela dell’ambiente. «Il Ministero stanzia miliardi di euro su energia, trasporti e rifiuti: occorre diffondere la cultura del cambiamento» ha sottolineato. A chiudere i lavori è stato chuamato il rettore dell’Università di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini il quale ha evidenziato che «non c’è impresa senza università, così come non esiste ateneo senza le aziende che con la loro proattività hanno reso grande il Paese».