Regime forfettario cos'è

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato, per lavoratori autonomi, che prevede un tetto di reddito massimo; il fine è di agevolare l’apertura di attività con Partita Iva. Questo regime fiscale, infatti, è il più conveniente per le nuove attività nel panorama fiscale italiano, permettendo di avere delle tassazioni contenute, rispetto ad un regime ordinario. Il regime forfettario può, comunque, rivelarsi la scelta ottimale non solo per nuove aziende o nuovi lavoratori autonomi, ma anche per contribuenti che svolgono già le loro attività e ne rispettano i prerequisiti.

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Regime forfettario cos’è

Ci sono, però, dei requisiti richiesti per poter usufruire di questo regime fiscale: il primo requisito è il limite di 65mila euro di incassi annui; superare questo limite comporterebbe il non poter usufruire della tassazione forfettaria l’anno successivo. Il secondo requisito dipende dai redditi percepiti da lavoratore dipendente: ci sono, infatti, dei casi dove dei lavoratori dipendenti abbiano la necessità di aprirsi anche una Partita Iva; questo è possibile e il contribuente potrà usufruire del regime forfettario se il suo RAL (Reddito Annuo Lordo) non sia superiore a 30mila euro. Il far parte di società di persone (Ss, Sas, Snc) e imprese familiari, costituiscono causa di incompatibilità con il possedere una partita Iva a regime forfettario.

Regime forfettario, quali sono i vantaggi fiscali

Malgrado i requisiti stringenti per adottare il suddetto regime fiscale, i vantaggi sono molteplici: si applica una tassazione agevolata, con una imposta sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni per le nuove attività, o del 15% per quelle già esistenti. Questo è un vantaggio, perché, a differenza della tassazione ordinaria (IRPEF), le suddette imposte si applicano senza cambiare, per tutti gli incassi.

Inoltre, per il regime forfettario si calcola la percentuale dei compensi su cui devono essere calcolate le tasse, tramite il coefficiente di redditività: questo consiste in una percentuale, che varia in base all’attività erogata dal contribuente (individuabile tramite i codici ATECO). Tramite i coefficienti di redditività, si calcolano delle spese presunte del professionista per la sua attività, che non verranno tassate; questo vuol dire che vi è una percentuale dei compensi che non verrà tassata.

Un ulteriore vantaggio del regime forfettario è il non dover applicare l’Iva in fattura: quindi, il prezzo che il lavoratore autonomo decide per l’erogazione del proprio servizio non dovrà essere maggiorato dell’Iva, che generalmente è pari al 22%. Non avere l’Iva in fattura, comporta altresì uno snellimento della burocrazia, non essendo più necessario effettuare la dichiarazione Iva e il versamento trimestrale.

Per calcolare le tasse in Regime forfettario, occorre moltiplicare il coefficiente di redditività per l’incasso annuo e si ottiene l’imponibile lordo; si sottraggono poi i contributi previdenziali versati l’anno precedente, ottenendo l’imponibile netto. Si moltiplica in risultato per la percentuale di tassazione (5% o 15%), ottenendo l’importo delle tasse da pagare.

In conclusione possiamo dire che il regime forfettario è molto diffuso in Italia e viene scelto principalmente per le sue molte agevolazioni fiscali. A sceglierlo sono sopratutto giovani liberi professionisti che trovano in questo regime fiscale il miglior modo per dare il via alla propria attività lavorativa.