Recovery potrà funzionare soltantose faremo leva su merito e talento

O rispondiamo a questa domanda con sincerità o non ci sarà Recovery Plan che tenga. Nel Paese che gira al contrario, che dà soldi per non lavorare e mortifica chi lavora dobbiamo mettere in discussione tutto. Partendo però da noi stessi: dalle partite IVA. Eh si. Perché prima di dire che il Governo, la politica non va, che nulla funziona e cadere nel qualunquismo e in un circolo vizioso privo di speranza, dobbiamo accettare l’idea che la crisi che siamo chiamati a superare è una crisi morale oltre che strutturale.
Crisi morale. Che ci tocca tutti. Lasciando stare dipendenti pubblici e grandi imprese, voglio focalizzare il ragionamento su di noi, le piccole piccolissime imprese, manifatturiere e di consulenza; imprenditori e professionisti di piccole e medie dimensioni che rappresentano la spina dorsale del Paese.
Chi produce ricchezza?
Non certo gli imprenditori che si sono arricchiti con corruzione dilapidando spesa pubblica. Non certo i professionisti che non si sono evoluti in linea con le nuove conoscenze. Troppi di noi hanno accettando subendo un sistema privo di premialità al Talento e al Merito. Intere parti sociali del Paese sono cresciute in una logica di appartenenza. Padri e figli si sono succeduti nella professione per diritto di nascita. Molti di noi dopo la laurea non hanno più scritto e persino nemmeno studiato… ma restano nel mercato acquisendo meriti e incarichi organici alla politica… del malaffare. Una società nuova ci attende: l’economia della conoscenza che nega la cittadinanza a chi non sa. E questo non ci deve spaventare. La crisi di oggi rivela anche tanti nodi al pettine che ci arrivano da ieri e dall’altro ieri…
Noi viviamo in un tempo dove siamo chiamati a vivere con Valori diversi e forse anche nuovi. Alla classica competizione si affianca la coopetition che vuol dire cooperare nella competizione. Le imprese e i professionisti che sopravvivono a questa lunga crisi, a questo impareggiabile stress test, si dicono resilienti; si affermano con successo e sono capaci di alimentare un ecosistema dove primeggia il Talento e il Merito, non certo la rendita e l’appartenenza. Le piccole dimensioni consentono di essere flessibili e resilienti al cambiamento, ma adesso che l’economia globale riparte, la sfida è imparare a stare assieme. Per molti è naturale. Sono persone – imprenditori e professionisti – complete. Sane. Che sanno vivere. Magari dotate di idealità e vita interiore. Ma molti altri praticano ancora l’individualismo spietato, la maldicenza, l’apparenza e l’appartenenza. È un dato da tener conto perché la battaglia che ci attende nei prossimi mesi è morale ed etica. L’esito è incerto. Ma potrebbe muovere energie formidabili a favore del futuro comune.