VR virtual reality

L’utilizzo delle tecnologie, e soprattutto di quelle introdotte attraverso l’industria 4.0, permette di creare una maggiore interazione tra il mondo online e mondo offline.
In particolar modo la “realtà aumentata” e la “realtà virtuale” sono due strumenti che possono essere utilizzati per cogliere questa opportunità.

Realtà aumentata, che cos’è

La realtà aumentata, sovrappone immagini digitali al mondo reale; non richiede obbligatoriamente l’utilizzo di dispositivi specifici ma può essere utilizzata attraverso i dispositivi quotidiani, come per esempio gli smartphone o gli occhiali legati alla tecnologia Google Glass. Essa rappresenta un’esperienza interattiva nella quale la realtà che ci circonda, e soprattutto gli oggetti che sono intorno agli utenti, vengono aumentati da informazioni percettive, prodotte dal computer che non sarebbero percepite con i cinque sensi delle persone.

Questo aumento delle informazioni disponibili, è reso possibile attraverso diverse modalità sensoriali, tra cui quella visiva, uditiva e tattile.
La realtà aumentata quindi, a differenza di quella virtuale, non sostituisce del tutto l’ambiente reale con uno simulato, ma sovrappone le informazioni sensoriali alla realtà, utilizzando la tecnologia per cambiare il modo di imparare, lavorare e comunicare, attraverso quello che ci circonda.

Realtà virtuale, quali sono le caratteristiche

La realtà virtuale d’altro canto è in grado di immergere l’utilizzatore in un mondo immaginario o replicato, o simula la presenza dell’utente nel mondo reale; è qualcosa che va oltre la tecnologia e si avvicina sempre di più all’esperienza che l’utente può fare mediante la tecnologia. Questa esperienza, infatti, diventa virtuale e si affianca a quella che gli esseri umani hanno nel mondo reale.

Attraverso questa tecnologia si ha la sensazione di essere proprio in quel luogo che viene riprodotto con l’aiuto della tecnologia, per conoscerlo, comprenderlo ed utilizzarlo.
Nel vivere questa esperienza l’utente si trova di fronte a qualcosa di nuovo ed eccitante attraverso cui è in grado di acquisire nuove conoscenze e poi condividerle con gli altri.

Realtà aumentata e realtà virtuale quali potenzialità

La realtà aumentata e la realtà virtuale (in gergo tecnico anche “AR e VR”) rappresentano nel settore commerciale enormi potenzialità. In particolar modo la realtà aumentata permette di mescolare realtà e fantasia simulando le modifiche di un ambiente senza però snaturarlo del tutto.

Questa opportunità è stata sfruttata appieno da IKEA, per fare un esempio,  che ha lanciato, nel 2017, un’applicazione di realtà aumentata chiamata “IKEA Place tramite la quale è possibile posizionare virtualmente i mobili all’interno della propria casa.
Questa applicazione rappresenta un aiuto per tutti coloro che desiderano ottenere una visione realistica degli ambienti prima di procedere all’acquisto dei mobili e dei complementi d’arredo. IKEA, da sempre, è stata un’azienda attenta alla trasformazione digitale e da sempre ha affiancato i propri clienti nel cambiamento verso una digitalizzazione per la creazione di una casa più smart.

Ikea Place, che cos’è e come funziona

L’applicazione IKEA Place in grado di riprodurre tutti i prodotti IKEA in modo tridimensionale e con proporzioni esatte. I mobili, quindi, vengono posizionati virtualmente, ed in modo automatico all’interno della casa creando un aspetto realistico in modo da aiutare i clienti a percepire le dimensioni e l’aspetto degli oggetti, prendere una decisione nella scelta di acquisto o compiere scelte di arredamento. Inoltre, attraverso l’applicazione è possibile combinare insieme tanti prodotti, con stili e colori diversi, creando un ambiente simile a quello reale.

Grazie a questa applicazione, IKEA è stata in grado di abbattere quella barriera di difficoltà che solitamente i consumatori avvertivano durante il processo di acquisto di un mobile o complemento d’arredo. Infatti, la difficoltà principale, sia quando si cerca di acquistare online, sia quando ci si reca nel negozio fisico, è quella di capire in modo veritiero come quel prodotto potrebbe stare nell’ambiente per il quale il consumatore lo sta scegliendo. Attraverso questa applicazione è possibile integrare il mondo offline con quello online in modo ottimale.

AR e VR, un rischio per privacy e dati biometrici

Oltre agli aspetti positivi queste tecnologie presentano anche dei lati negativi.
Uno dei maggiori pericoli percepiti riguarda la privacy. La privacy dell’utente è a rischio perché le tecnologie AR possono vedere e registrare in maniera minuziosa quello che fa l’utente conservando una mole importante di informazioni dei singoli utenti; l’AR raccoglie infatti rilevanti dati sull’identità dell’utente e sulle sue attività, in misura molto maggiore rispetto, ad esempio, ai social network o ad altre forme di tecnologia.

Un grande problema di privacy della realtà virtuale è la natura personale dei dati raccolti, ovvero dati biometrici come scansioni dell’iride o della retina, impronte digitali, impronte di mani, geometria del viso e impronte vocali ed  quasi impossibile rendere anonimi i dati di tracciamento VR e AR perché appunto gli individui hanno modelli di movimento unici. Utilizzando le informazioni comportamentali e biologiche raccolte nei visori VR, i ricercatori hanno dimostrato di poter identificare gli utenti con un grado di precisione molto elevato, dimostrando così un grande rischio qualora i sistemi AR e VR venissero violati.

“Attacco chaperone” cos’è e quali pericoli comporta

Ad esempio, alcuni visori VR e AR possono effettuare il tracciamento oculare e gli utenti malintenzionati potrebbero sapere esattamente cosa sta guardando un utente ed ottenere informazioni preziose per ricreare le sue azioni. I dati biometrici possono essere utilizzati per ingannare gli scanner biometrici che per quanto particolarmente avanzati e basati non esclusivamente su tratti somatici ma anche su caratteristiche di micro movimenti o posizioni, anche queste potrebbero diventare disponibili di malintenzionati.

Ma non solo. Gli utenti possono incorrere nel furto del loro avatar e il cybercriminale potrebbe essere riconosciuto come il suo vero proprietario e, in quanto tale, libero di compiere ogni tipo di azione dannosa. Ciò che viene definito “attacco chaperonead esempio comporta la modifica dell’ambiente virtuale di un utente e potrebbe essere usata per danneggiarlo fisicamente, come facendolo cadere da una vera rampa di scale o facendogli valicare confini pericolosi nel mondo offline.
Inoltre si possono ottenere innumerevoli informazioni legate alle emozioni dell’utente, per cui in futuro chi possiederà queste tecnologie avrà informazioni anche di quell’ultima parte che fino ad ora era rimasta segreta.

Cybersecurity, gli attacchi più frequenti ai sistemi AR e VR

Oltre ai problemi legati alla privacy ci sono anche problemi di sicurezza informatica che possono essere causati dalla esecuzione di attacchi informatici.

Un tipo di attacco alla sicurezza dei sistemi di AR o VR è la negazione del servizio o DoS (Denial of Service) che mettendo fuori servizio i sistemi informatici dell’azienda che fornisce l’esperienza di AR o VR è in grado di tagliare fuori gli utenti dal flusso di informazioni che stanno ricevendo. Ciò sarebbe particolarmente preoccupante per i professionisti che utilizzano questa tecnologia per lavoro o per situazioni delicate, dove il mancato accesso alle informazioni potrebbe condurre a gravi conseguenze.

Gli hacker possono inoltre accedere al dispositivo di realtà aumentata di un utente e registrarne il comportamento e le interazioni dentro l’ambiente AR. Successivamente, potrebbero minacciare di rilasciare pubblicamente queste registrazioni a meno che l’utente non paghi un riscatto, gli ormai noti casi di attacchi ransomware ed esfiltrazione di dati sensibili.

Attraverso la AR e VR come si accennava possono essere raccolte informazioni importanti sulle abitudini, preferenze commerciali, politiche, sessuali, etc. che in caso di compromissione da parte di malintenzionati dei sistemi di storage, posso essere esfiltrate, senza consenso, e messe a disposizione per vari fini, dalla commercializzazione non autorizzata a terze parti a truffe o altre finalità illecite.

AR e VR, come proteggersi, la parola a Digimetrica

Possiamo mitigare questi rischi? Lo chiediamo a Dino Fazzini, CTO di Digimetrica, una società specializzata in servizi di sicurezza informatica.

Durante l’integrazione dell’uso di tali tecnologie, le organizzazioni fornitrici dei sistemi dovrebbero seguire alcune restrizioni sulla privacy e sulla sicurezza come:

  • l’utilizzo della autenticazione a più fattori agli accessi: una forte sicurezza delle password ai tentativi di accesso può impedire l’accesso remoto a dispositivi e software AR/VR;
  • una corretta gestione dei dati raccolti dai sistemi: l’impresa dovrebbe disporre di un tempo specifico per la conservazione dei dati e limitatamente alle finalità per le quali sono raccolti;
  • crittografia dei dati: poiché i dispositivi raccolgono informazioni personali, questi dati devono essere protetti da una crittografia avanzata come la crittografia AES-256;
  • configurazioni di sicurezza: i dispositivi devono essere dotati di configurazioni di sicurezza pertinenti che consentano agli utenti di controllare la quantità di dati che sono disposti a condividere;
  • sicurezza degli apparati: questi dispositivi dovrebbero essere integrati con una solida sicurezza software specifica per prevenire attacchi di malware, spionaggio e altre forme di intrusione;
  • informativa sulla privacy: l’organizzazione dovrebbe optare per un dispositivo con una rigorosa politica sulla privacy contro la condivisione di informazioni con terze parti;
  • mantenere aggiornato il firmware: è fondamentale mantenere aggiornato il firmware di visori VR e dispositivi AR indossabili in quanto gli aggiornamenti aiutano a correggere eventuali difetti di sicurezza;
  • utilizzate un software anti-virus evoluto (EDR): il modo migliore per rimanere al sicuro online è utilizzare una soluzione di sicurezza informatica proattiva che fornisca una solida protezione da minacce online di varia natura.