Rating? facciamo chiarezza

Vediamo di sfatare alcuni falsi miti e di dare alcuni consigli ad imprenditori e professionisti. Un mito deriva dalla frase che sentiamo dire a qualche bancario: mi spiace, il rating ha detto no. Al che, se uno chiede chiarimenti, si trova di solito di fronte a un muro di gomma. Sia chiaro, se vi trovate in questa situazione, e il vostro interlocutore non è in grado di spiegarvi cosa ci sia dietro quella macchina mostruosa – il rating, che paura! – non avete che una strada: cercare una banca con una direzione più competente.

La verità è che non è mai il rating a dire no, ma un uomo o una donna. Intanto dirò subito che è vero anche l’opposto; anche quando si concede sempre il credito non è mai il rating a dire sì, ma un uomo o una donna. E allora, facciamo chiarezza. Intanto, sul fatto che il rating non sia prevedibile. Questa è una sciocchezza assoluta. Intanto, esistono diversi sistemi di rating e quelli ai quali, probabilmente, siete interessati se leggete questo articolo sono i rating cosiddetti “interni”, cioè quelli bancari. E’assolutamente vero che non esista “il rating”, cioè un giudizio universale, poiché avremo tanti rating quante sono le banche che li adottano. Quindi, diffidate da società di consulenza che promettono di darvi “il rating”, semplicemente perché è una cosa seria come credere a babbo natale.

Tuttavia, il rating è prevedibile? 

Assolutamente sì. Esistono modelli sintetici, cioè modelli di stima usabili da consulenti esterni i quali, dotati di competenza tecnica in questa materia, possono dare una stima previsionale di quanto, largo circa, attendersi da un giudizio bancario. Sono diversi gli elementi che concorrono a formare il giudizio di rating. Di questi, un consulente esperto, un finanzialista, vi consiglierà di monitorarne quattro. Il primo è il bilancio, nella parte quantitativa, che conduce a indicatori e indici sulla storia. Ma non basta. Sempre più, in futuro, diventerà importante, nella valutazione bancaria, la parte quantitativa prospettica, cioè la capacità di predisporre un business plan corretto, cioè sviluppato secondo la metodologia finanziaria, in grado di documentare anche i flussi di cassa. Il terzo parametro è ancora più rilevante, se parliamo di piccole e non di grandi imprese. Si tratta del giudizio andamentale, formato dal combinato disposto del rapporto con la singola banca e del rapporto con il sistema bancario nel suo complesso. Saperlo leggere, monitorare, cambiare, non è competenza banale. Il risultato si legge in un documento che pochi piccoli imprenditori (e loro consulenti) conoscono aprofonditamente: la Centrale dei Rischi. Il quarto parametro è spesso trascurato ed è parimenti importante. Si tratta del giudizio qualitativo, cioè di quel complesso di parametri che l’uomo o la donna di banca valuta prima di decidere se – questo è il punto – la vostra impresa merita o meno di essere seguita. Il sofwtare, il rating, è uno strumento per il tecnico così come lo è per la TAC per il medico. L’analisi è importante, ma chi decide se e come operare è il medico, non il software. Quindi, non è affatto vero che il risultato non sia prevedibile, poiché è possibile, con una ragionevole approssimazione, conoscere il probabile giudizio prospettico di una banca, studiando il vostro comportamento passato. Secondariamente, è assolutamente falso il fatto che il rating sia immutabile. Ciò è vero ex post, cioè dopo che il giudizio sia stato emesso. Non è assolutamente vero ex ante, cioè prima che questo sia stato formulato. In altri termini, vi sto invitando all’azione e a non lasciarvi andare all’inutile e sterile fatalismo del “tanto tutto dipende dal software”.

Al contrario: tutto dipende solo e unicamente da voi.

Quindi, se si vuole essere bancabili, occorre studiare. Occorre capire come funziona un sistema di rating, cosa si deve modificare nei propri indici di bilancio, cosa si può fare in Centrale dei Rischi e cosa si deve  evitare. Si deve capire quali sono gli errori perdonabili e quelli che, invece, non vi lasceranno scampo.

Sappiatelo, non è un processo automatico: non esiste il sito www.dammiilrating.it!

Al contrario, cominciate, sin da oggi, a lavorare, duramente, per rimettere i parametri della vostra impresa in una soglia di bancabilità. Ci vorranno anche mesi per ottenere risultati, ma il rating si può migliorare e il giudizio finale dipende sempre da un uomo o una donna. Prova ne sia il fatto che, in vent’anni di professione, non ho mai visto una delibera firmata da un software.