Economy magazine

In base alle stime anche a maggio il Pil è in contenuto ridimensionamento (-0,4% su aprile), valore che comporterebbe una variazione su base annua del 3,7%. 

L’incertezza perdura e non cambia di molto, dunque, il quadro congiunturale della nostra economia anche nel secondo trimestre. Una situazione che deriva dalle difficoltà della manifattura e dalla scarsa domanda in alcuni segmenti di consumo.

Così descrive la situazione il rapporto mensile sulla congiuntura elaborato da Confcommercio che pur lasciando intravedere un’apertura di sereno, in quanto “il testimone della ripresa starebbe passando dall’industria ai servizi”, ma che segnala anche che questa transizione, orientata specialmente verso i servizi turistici, è comunque “non priva di intoppi”.

Elevata inflazione al consumo

Allo stato attuale le famiglie confermano l’orientamento al recupero di livelli di consumo e di stili di vita precedenti alla pandemia, con una parte della spesa sostenuta dai risparmi accumulati nel 2020 e, in parte, nel 2021. Nel confronto con aprile 2021, il rapporto registra una variazione del +13,1%, sintesi di una crescita del 68,3% per i servizi e dello 0,7% per i beni.
Rispetto allo stesso mese del 2019 la domanda, nel complesso, è ancora mediamente inferiore del 10,4% in termini reali, con i servizi legati al turismo che, pur in graduale recupero, restano una distanza significativa rispetto ai livelli pre-crisi.

 

Pil in contenuto ridimensionamento

Se le stime preliminari indicano un calo del Pil nel primo trimestre (-0,2% congiunturale) più contenuto rispetto alle attese, la stasi registrata dalla produzione industriale a marzo, dopo il rimbalzo di febbraio, e le prime indicazioni di un calo ad aprile, portano Confcommercio a guardare con una certa prudenza all’evoluzione nei mesi primaverili, nonostante i progressi registrati nel primo trimestre sul versante dell’occupazione. “In base alle nostre stime, infatti, anche a maggio il Pil è in contenuto ridimensionamento (-0,4% su aprile), valore che comporterebbe una variazione su base annua del 3,7%” continua il documento.

Confcommercio rileva che per l’inflazione, dopo il rallentamento registrato ad aprile, determinato in larga parte dall’adozione di misure fiscali di contenimento dei prezzi al consumo dei beni energetici, a maggio è attesa una nuova accelerazione. Rispetto ad aprile l’associazione stima un incremento dello 0,4%, con una variazione del 6,6% su base annua.