Quota 41 come funziona requisiti

Con Quota 41 si intende una modalità di pensionamento anticipato consentito ai lavoratori che hanno raggiunto 41 anni di versamenti a prescindere dall’età anagrafica. Diversamente da Quota 100, dove il meccanismo prevede la somma dell’età anagrafica agli anni di contribuzione, con Quota 41 si fa riferimento soltanto a quanti anni di lavoro ha alle sue spalle il lavoratore. Al momento, giugno 2022, Quota 41 rappresenta un’ipotesi di intervento sulle pensioni, visto e considerato che alla fine di quest’anno e in assenza di un intervento da parte del governo, si tornerà al vecchio sistema pensionistico, ovvero alla legge Fornero. A spingere per Quota 41 è la Lega di Matteo Salvini, già promotrice di Quota 100, ma al momento non è chiaro se sarà questo la strada che l’Italia sceglierà per il futuro. Proviamo dunque a capire meglio cos’è Quota 41, quali sono i requisiti previsti e come funziona.

Quota 41, come funziona e requisiti

Prima di addentrarci nel funzionamento di Quota 41 è bene fare chiarezza su quale sia, attualmente, la procedura standard per andare in pensione. Nel 2022 la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni, con un’anzianità contributiva di almeno 20 anni. A questa modalità ne sono state attualmente affiancate altre che permettono di cessare l’attività lavorativa in anticipo. Si tratta dell’Ape volontario o sociale, dell’isopensione, di Quota 102, della pensione anticipata per mansioni usuranti e infine pensioni per i lavoratori precoci e Opzione Donna.

La pensione anticipata ordinaria è attualmente basata solo sulla contribuzione maturata che consente il pensionamento per i lavoratori in possesso di almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti e per le lavoratrici con non meno di 41 anni e 10 mesi di contributi. Va precisato poi che, da circa 5 anni, esistono già dei casi in cui Quota 41 viene prevista. Si tratta nello specifico di una forma pensionistica prevista per chi, al 31 dicembre 1995, risulta in possesso di almeno 12 mesi di versamenti antecedenti al compimento del diciannovesimo anno d’età (lavoratori precoci). È inoltre necessario che tali soggetti si trovino in alcune situazioni particolati: siano disoccupati e non percepiscano da almeno tre mesi l’indennità di disoccupazione; prestino cure da non meno di sei mesi a un familiare entro il secondo grado, convivano con handicap grave; siano invalidi civili con oltre il 74% di invalidità; abbiano svolto un’attività usurante o mansioni gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci non meno di sei anni negli ultimi sette di attività lavorativa.

Quota 41, le specifiche dell’Inps

L’ipotesi dell’estensione di Quota 41 ad un fetta più ampia di lavoratori avrebbe delle conseguenze importanti sui conti pubblici, almeno stando alle simulazione messe in atto dall’Inps. Più nello specifico, nel 2021, l’Istituto ha calcolato quanto costerebbe allo Stato italiano l’estensione di Quota 41 a tutti i lavoratori, sottolineando che si tratterebbe di una spesa particolarmente gravosa. Le cifre riportate parlano di più di 4 miliardi di euro nel primo anno di attivazione per poi arrivare a superare la soglia dei 9 miliardi nell’ultima annualità di un percorso decennale. Si tratta dunque di una scelta molto delicata per il governo, chiamato a trovare le coperture su un meccanismo che, per come è impostato, potrebbe portare a grandi investimenti da parte dello Stato.