di Alessandro Arrighi

Dopo una notte quasi insonne come tutte le ultime, da quando hai perso il patrimonio per salvare l’impresa della tua famiglia, che, nonostante la tua ostinazione è fallita, finalmente, ti sei addormentato; sono le 5 del mattino… suona il campanello… è la Guardia di Finanza… vieni tratto in arresto: davanti ai tuoi figli, per un reato di bancarotta fraudolenta, da cui, tra qualche anno, sarai forse assolto, perché il fatto non sussiste. Accade troppo spesso.

La domanda è se le manette o il carcere, o comunque la stessa tipologia di pena prevista per uno stupratore o uno spacciatore, siano adatti anche per l’imprenditore accusato di manifesta imprudenza, magari per eccessivo “zelo”, da un curatore fallimentare, che non sarà mai chiamato a rispondere della sua superficialità; ci si chiede se, anche in caso di colpevolezza, non avrebbe più senso consentire una forma risarcitoria, per a un reato che ha una struttura complessa e che non dipende, sostanzialmente mai, dalla sola volontà dell’imprenditore, ma da tutta una serie di circostanze complesse, che determinano il fallimento dei vari tentativi di risanare l’attività; credo che valga la pena di capire se le pene detentive siano, oggi, le più adatte, anche ai fini della rieducazione prevista dall’art. 27 della costituzione. Anche per le vittime: il creditore insoddisfatto di una liquidazione giudiziaria non chiede il carcere per l’altro imprenditore, vorrebbe semplicemente del denaro, non è il padre del figlio assassinato, che pretende che lo Stato infligga una punizione dura.

Gli indagati sono obbligati dai loro avvocati a proclamare di credere nella giustizia, ma non è vero: nessuno crede in una giustizia che impiega anni per decidere.

Gli imprenditori spostano la residenza e i loro investimenti all’estero non tanto per via del fisco iniquo, ma perché hanno paura: molti hanno amici che hanno sofferto le pene di almeno una denuncia ingiusta, magari, poi, archiviata, dopo anni di terrore, che si sono ripercossi su tutta la vita: famiglie distrutte e bambini che hanno subito traumi profondi.