“Picnic” del pittore e scultore colombiano Fernando Botero

L’immagine che appare qui sopra è un dettaglio del quadro “Picnic” del pittore e scultore colombiano Fernando Botero. Botero è diventato il più noto artista dell’intero continente sud-americano sulla base della sua abilità nel ritrarre l’obesità in maniera gradevole – oppure, per dirlo come i critici d’arte, per la “insolita dilatazione che subiscono i suoi soggetti”.  Sono, cioè, grassi.

L’artista esplora, come dice lui, “i volumi” dei personaggi che raffigura da circa sessant’anni.

Se dovesse oggi rilanciare il genere che lo ha reso famoso, non è detto che otterrebbe lo stesso grado di successo. Fino a tempi storicamente recenti, i grassi erano percepiti come ‘gioviali’, perfino ‘giulivi’ – forse perché portavano appresso la prova del fatto che riuscissero a mangiare regolarmente. L’epoca nostra è invece in qualche modo inorridita dal grasso. Lo teme e, come se i loro chili potessero essere contagiosi, parrebbe temere anche gli obesi.

Oramai sono comuni in Occidente le leggi che vietano la discriminazione nelle assunzioni o sul luogo di lavoro sulla base di caratteristiche che vanno dal gender e l’orientamento sessuale, all’etnia, alla religione e perfino alla maniera di acconciare i capelli. Con rarissime eccezioni invece – nordamericane ovviamente – non esistono protezioni simili contro la discriminazione sulla base del peso corporeo. Eppure, sappiamo perfettamente che, per gli obesi, la carriera è decisamente più in salita che per i ‘normopesi’.

Il primo ostacolo da superare è quello dell’assunzione. Ricerche dimostrano come, in questa circostanza, la preparazione professionale degli obesi sia sistematicamente sottovalutata rispetto a quella di candidati dal peso ‘normale’ e, inoltre, che a parità di altre condizioni chi è sovrappeso tende a guadagnare di meno. Come se tutto ciò non bastasse, la semplice percezione di essere discriminati per il proprio peso potrebbe – forse – in sé peggiorare i problemi di salute a cui gli obesi notoriamente vanno incontro.

Si ha un po’ l’impressione che oggigiorno siano in tanti alla ricerca di una categoria protetta in cui rientrare. Malgrado un corpus di ricerche abbastanza promettente, la concorrenza è forte e non è affatto detto che gli obesi ci arrivino. Esiste il fondato rischio che vengano discriminati anche sotto questo profilo…

Dal “Mercoledì di Rochester”, di James Hansen