«Un bravo Cfo non è l’omino grigio dei conti e nemmeno l’omino verde dei cartoni animati, Shrek, che è totalmente diverso dagli altri e vive una sua vita autonoma nel bosco». Se ne esce con questa battuta Carlo Maria Ferro, con oltre trent’anni di esperienza ai massimi vertici di aziende multinazionali, nel parlare con Economy dell’oggetto del suo ultimo libro “Pianificazione e controllo” (per i tipi della Luiss University Press) dove la sua competenza di manager di lungo corso interagisce con quella di docente universitario.

Che cos’è, allora, o che cosa dovrebbe essere un Cfo?

È un protagonista del processo di gestione dell’azienda che quanto più è integrato nei processi aziendali e quanto più ha credibilità e leadership nell’organizzazione tanto meglio riesce a svolgere il proprio lavoro.

Perché si dovrebbe studiare controllo di gestione?

Perché è una funzione fondamentale per il buon andamento delle imprese. È l’attività con cui il management dell’azienda programma e monitora l’utilizzo delle risorse aziendali per il raggiungimento dei risultati.

C’è domanda insoddisfatta di Cfo?

Credo ci sia un’opportunità crescente e di espansione del ruolo del Cfo verso attività di general management.

Cosa manca al Cfo per fare il salto a Ceo?

Il fatto che tanti Cfo siano diventati Ceo indica che manca poco. Un Cfo che voglia evolvere non deve interpretare il suo ruolo come puro custode degli asset dell’azienda ma deve imparare a svolgere funzioni di advisor del capo azienda nella definizione degli indirizzi strategici e di guida al loro raggiungimento con disciplina finanziaria.

È un lusso delle grandi aziende un Cfo o anche le Pmi devono attrezzarsi?

Tutti i processi aziendali devono essere tagliati a misura dell’impresa. Avere una funzione di finanza e di controllo non è mai un lusso. L’importante è parametrarla alle dimensioni di ogni singola realtà. Non dimentichiamo che un buon Cfo non assicura solo il controllo dei conti, ma contribuisce alla crescita.

Quindi deve considerarsi un investimento.

Credo che il capitale umano in tutte le funzioni sia un investimento per l’azienda.

Qual è la principale qualità cdi un Cfo?

La capacità di associare strumenti e tecniche ai processi aziendali. Deve conoscere il modello di business e dominare le relative implicazioni economiche e finanziarie nello specifico settore industriale.

Un Cfo può andar bene per qualsiasi azienda o deve specializzarsi?

Culturalmente un Cfo può andar bene per qualsiasi azienda ma ha comunque la necessità di dedicarsi con umiltà a conoscere i processi aziendali, il modello di business e l’industria che quell’azienda serve. E deve guadagnare progressivamente rispetto nei riguardi del resto del leadership team.

Che cosa succede quando il Cfo non va d’accordo con il Ceo?

È semplice: il Cfo deve lasciare.

Possiamo dire che un buon Cfo usa la finanza per l’impresa?

C’è una data fondamentale che ha cambiato il taglio della finanza, quella dell’ottobre 2008 che segna il fallimento della Lehman Brothers.

Perché?

È finito un modello di finanza scollegato dal mondo dell’industria reale. Il ruolo di un buon Cfo è di fare da ponte tra i mercati finanziari, che ragionano con loro logiche di ritorno, e le realtà industriali che devono generare un valore che sia vero, concreto, che derivi dalla capacità d’innovare e di portare sul mercato prodotti competitivi rispetto ai concorrenti.

Quindi un Cfo che usa la finanza per la finanza è da guardare con sospetto?

Chi si comporta così è un tesoriere, non un vero Cfo.