Il managing director di Cross Hub Luca Genovese

La flessibilità oggi è tutto, nella vita come nel business. Ecco allora che da un po’ di anni a questa parte hanno cominciato a diffondersi sempre di più anche in Italia le figure del temporary e del fractional manager, professionisti a contratto full o part time con grande esperienza alle spalle e competenze manageriali di alto livello, che mettono a disposizione, per periodi limitati di tempo, delle aziende dalle quali vengono ingaggiati. In genere piccole e medie imprese che diversamente non potrebbero in molti casi permettersi l’assunzione a tempo pieno di manager di questo calibro.

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Un nuovo modo di intendere la figura manageriale dunque, spinta dai cambiamenti in atto e dagli incentivi che il governo sta mettendo in campo proprio per favorire la diffusione di queste figure professionali all’interno dello zoccolo duro del tessuto produttivo italiano, costituito appunto dalle Pmi, con l’intento di riorganizzarle, creare nuovi know-how al loro interno, innovarle.

Proprio per capire quali scenari ci attendono e soprattutto quali sono le opportunità e le misure previste, anche a fondo perduto, e come usufruirne, Economy ha intervistato Luca Genovese, co-founder e managing director di Cross Hub, società di consulenza aziendale ed executive management che ha come core business proprio la fornitura alle aziende di questo tipo di manager a tempo.

Il temporary e il fractional manager sono davvero il futuro delle professioni manageriali?

Benché queste figure professionali esistano già da tempo, i servizi ad esse legati non sono mai decollati del tutto in Italia, anche se hanno avuto una certa accelerazione a partire dal 2015 e, in modo più evidente, in questa fase pandemica e di digital transformation, che ha messo fortemente in discussione modelli di business e di organizzazione consolidati. E chi meglio di un temporary manager, che per professione è abituato a operare in contesti sempre diversi, a girare molto di più e a conoscere più realtà e best practise, avendo quindi un punto di vista più ampio e variegato e una mente più allenata alla flessibilità, può riuscire a stare dietro al cambiamento?

Soprattutto in quelle realtà, Pmi in primis, che non hanno o non possono permettersi risorse di alto profilo in pianta stabile…

Non solo, ma è vero che le aziende familiari, zoccolo duro della nostra economia, sono spesso carenti di competenze manageriali e non sempre possono permettersi l’assunzione a tempo pieno di manager di alto profilo con competenze specifiche, per cui sono sicuramente quelle che possono beneficiare in modo più evidente di questo nuovo approccio al management.

Molte aziende per poter affrontare efficacemente le nuove sfide e accrescere la loro competitività dovranno necessariamente coinvolgere figure esterne, esperte, che apportino competenze operative in maniera efficace, efficiente e cost-effective, come quelle che sono in grado di offrire proprio i manager a tempo. La digital transformation in atto permetterà poi a molte aziende, soprattutto alle Pmi, di usufruire di contributi e finanziamenti per poter utilizzare in modo costruttivo queste figure.

Quali sono queste agevolazioni e come se ne può usufruire?

Per esempio, i voucher “Innovation manager”, del Ministero dello sviluppo economico, e “Temporary export manager”, di Invitalia, contributi a fondo perduto che vengono messi a disposizione delle Pmi per coprire una parte dei costi dei servizi di temporary management offerti da società specializzate accreditate – e noi come Cross Hub lo siamo sia presso il Mise che presso Invitalia – nei relativi ambiti di intervento. Nel caso dell’Innovation manager il contributo può arrivare, a seconda delle dimensioni aziendali e della durata dell’incarico, fino a 40mila euro, mentre nel caso del Temporary, il contributo va fino ai 20mila euro. Come Cross Hub siamo particolarmente attivi su entrambi questi fronti con manager molto esperti di export e internazionalizzazione, tecnologia 4.0 e digitalizzazione delle imprese, ed essendo accreditati i nostri clienti hanno la possibilità di usufruire anche di tutte le agevolazioni a fondo perduto previste.

La missione di Cross Hub è portare nelle Pmi le competenze manageriali necessarie per diventare più competitive

In base alla vostra esperienza, mediamente quanto rimane nell’azienda cliente un temporary manager?

Varia molto, a seconda della situazione e degli obiettivi. Direi da un minimo di 9-12 mesi, perchè altrimenti non si ha il tempo necessario per impattare in modo significativo sui processi, fino a 24 mesi. Il plus di questo approccio è che il manager che entra in azienda in maniera temporanea è consapevole sin da subito che la sua è una missione a tempo. Ciò facilita la delega, la circolazione delle informazioni, il trasferimento di know-how alle altre risorse già presenti in maniera stabile nell’organigramma, che continueranno a portare avanti e consolidare il processo di innovazione avviato, un modo molto efficace per garantire continuità di governance, attraverso un’efficace passaggio di consegne e capitalizzando in tal modo l’investimento effettuato.

In effetti, un buon temporary manager è colui che è capace di rendersi inutile nel più breve tempo possibile, il che vuol dire che è riuscito ad aiutare in modo strutturato l’azienda, accelerando il proprio processo di crescita e rendendola autonoma nell’evolversi e nella capacità di risolvere i problemi. D’altronde nasce proprio da ciò la mission di Cross Hub, che è portare competenze manageriali nelle Pmi, cosa che riusciamo a fare grazie a un team di manager con almeno quindici anni di esperienza maturata anche in ambito internazionale nella consulenza – alcuni di noi vengono dal mondo delle Big four, in particolare PwC ed E&Y – e a livello di board nella direzione delle principali funzioni di management di aziende operanti nei più svariati settori.

In quali ambiti ricevete come Cross Hub più richieste di intervento da parte delle aziende?

La nostra struttura è divisa in cinque hub: finanza, marketing, operations, innovazione e internazionalizzazione, ai quali proprio da questo mese si è aggiunto anche quello in human resources: al loro interno operano in totale una cinquantina di manager e professionisti con competenze specialistiche che si integrano in maniera complementare e sinergica a seconda dei progetti e delle problematiche da affrontare nelle singole aziende, e questo ci aiuta a essere molto specializzati ma trasversali, senza mai perdere la visione d’insieme.

Le richieste maggiori ci arrivano in ambito general management, marketing & sales, human resourses, corporate finance, operations, oltre a sempre più richieste di affiancamento manageriale a supporto di progetti trasversali di innovazione, digital trasformation, change management e internazionalizzazione per export e insediamenti produttivi e commerciali. Proprio in quest’ultimo ambito, essendo Cross Hub iscritta nell’elenco dei Temporary export manager istituito dal Ministro degli Esteri con decreto del 18 agosto 2020, che dà diritto a diverse agevolazioni, abbiamo sostenuto negli anni diverse missioni di aziende italiane all’estero, come ad esempio alle Canarie, un territorio che presenta condizioni di operatività di assoluto favore per le imprese e disponibilità di numerosi incentivi e agevolazioni da parte delle autorità governative locali.

www.crosshub.it