L'Hotel De Palm di Dubai

Da un lato i mosaici di San Marco, di San Pietro, della Sagrada Familia, della Royal Clock Tower della Mecca, del più grande Buddha seduto della Thailandia, tutti restaurati o eseguiti ex novo secondo una tecnica tradizionale millenaria di origine bizantina. Dall’altro i pavimenti e i rivestimenti di navi, di prestigiosi ambienti, di locali alla moda, realizzati con un materiale estremamente innovativo, tecnologico e sostenibile, l’etherium® By E-Stone Terrazzo, costituito fino al 72% da materiali riciclati post-consumo.

Due estremi, due opposti che fanno parte di una stessa realtà: Trend Group, nata nel 2000 da un’idea di Pino Bisazza che, insieme ai suoi collaboratori più esperti, decide di uscire dal gruppo di famiglia per dar vita ad una nuova realtà in grado di sintetizzare, nel rispetto dell’ambiente, la tradizione artistica italiana con le più innovative tecnologie produttive. Il claim del gruppo tiene insieme queste due anime così apparentemente distanti: “Dare forma ai sogni delle persone è ciò che alimenta la nostra passione”.

L’idea di Bisazza si è trasformata in un gruppo che si posiziona tra i leader nella produzione di vetri colorati, smalti veneziani, tessere di mosaico a foglia d’oro e agglomerati di vetro, quarzo e granito. Con il contributo del co-fondatore Andrea Di Giuseppe, oggi Presidente di Trend e capo delle attività americane, eletto lo scorso settembre deputato per il centro e nord America con Fratelli d’Italia, l’azienda ha diversificato la produzione e qualificato ancora più la sua presenza nell’attività musiva acquistando nel 2003 la Fornace Orsoni, storica azienda veneziana che tuttora realizza opere uniche di valore inestimabile e rappresenta l’unica fornace a fiamma autorizzata all’attività in Venezia San Marco (le altre sono a Murano!).

Trend – racconta Roberto Fabbri, amministratore delegato particolarmente esperto in finanza aziendale – ha in essere collaborazioni con Cartier, Dior, Dolce e Gabbana. L’estrema specializzazione dell’azienda viene richiesta per attività anche del tutto particolari, davvero a metà tra arte e industria, come la passerella di mosaico d’oro, realizzata in occasione della Biennale di Venezia per il Bulgari High Jewelry and High-End Watches Brand Event per il lancio di una nuova collezione di gioielli.

Fabbri, ravennate (nato quindi nella capitale del mosaico artistico italiano, a due passi dal Mausoleo di Galla Placidia) è stato prima assunto come Chief Financial Officer e poi nominato a.d. Con lui, sul piano finanziario, Trend ha completato verso la fine del 2022 un percorso di risanamento culminato nell’ingresso in campo di illimity, che ha acquisito i crediti finanziari preesistenti, erogato nuova finanza e sottoscritto degli “strumenti finanziari partecipativi”, un’operazione mista di debito-equity.

Il gruppo è dunque composto da 2 anime: quella italiana, che trova nella Fornace Orsoni la sua massima espressione; e quella statunitense, che ha l’head quarter a Miami e produce le speciali lastre etherium® By E-Stone, apprezzatissime in tutto il mercato Usa, realizzate con materiale di origine vetrosa, dalle dimensioni fino a 3 x 1,20 mt. Di soli 6 millimetri di spessore, hanno una grandissima resistenza, unita a una grande flessibilità: per questo hanno avuto e avranno un ruolo industriale importante nello sviluppo di Trend. Queste lastre, brevettate, ricevono poi uno speciale trattamento chimico, definito Microban®, che non fa sviluppare batteri per tutta la durata di vita del prodotto. Negli Usa il prodotto, distribuito da 700 punti vendita della catena Granite e Trend Transformations, sta conoscendo un velocissimo successo. La produzione del gruppo si articola su tre fabbriche e due grandi hub internazionali. Uno coincide con la Rocksolid, l’azienda americana del gruppo, che è a Miami ed ha la fabbrica E-Stone a Sebring, a tre ore di auto; e l’altro è in India. In Italia c’è uno stabilimento a Pordenone.

La tradizione del mosaico realizzato secondo la tecnica bizantina porta nel cuore di Venezia, alla Fornace Orsoni. La sua storia – racconta Riccardo Bisazza, presidente di Orsoni Venezia 1888 – nasce dal fondatore Angelo Orsoni, chiamato all’Esposizione Universale di Parigi del 1989, quella della Tour Eiffel, a esporre un quadro campionario di 3.500 colori di smalti e tessere di mosaico a foglia d’oro. Quella di Orsoni – come si diceva – è l’unica e ultima fornace che può avere fiamma viva in città: per prevenire gli incendi tutte le fornaci e fiamme vive veneziane nel 1291 erano state spostate a Murano, cui era stata data l’identità di isola del vetro. Solo a fine ‘800, partiti gli austriaci si è potuto tornare ad avere la fiamma a Venezia.

Fin dall’inizio Orsoni ha adottato la tecnica produttiva tradizionale del mondo bizantino importata a Venezia con la quarta crociata, la stessa utilizzata oggi e di cui Orsoni è l’ultimo baluardo. E ha iniziato a servire la Basilica di San Marco nel restauro dei mosaici a foglia d’oro. Ha lavorato alla Sagrada Familia fin dalla prima guglia, realizzata un secolo fa nel 1924, e continua ancora oggi. È molto attiva nel mondo ortodosso che ama l’uso dell’oro e quindi del mosaico oro – in questo momento sta realizzando i mosaici della Cattedrale di Bucarest, ha concluso la parte esterna e sta lavorando a quella interna – così come in quello islamico e buddista. È l’unica al mondo che lavora e produce più di 25 gamme di mosaici d’oro diverso.

Lo fa con l’aiuto di artigiani battitori di oro con cui c’è una stretta collaborazione che permette di sviluppare le gamme colori anche nel mosaico d’oro, dalla basilica di San Marco fino alle ville di reali sauditi o persone che hanno un ingente patrimonio da investire.

«La caratteristica distintiva di Orsoni è di fare tutto il processo a mano» dice Riccardo Bisazza, «dall’individuazione del colore in fusione attraverso i processi che si chiamano assaggi del colore, fino all’incidere e spaccare a mano il mosaico per creare il mosaico a foglia d’oro o alla tranciatura degli smalti veneziani per creare il mosaico veneziano, tutto fatto attraverso una forte manualità. La figura del maestro colore per noi è fondamentale, visto che facciamo 3.500 colori». Con gli assaggi del colore ci si avvicina il più possibile a colori spesso di mosaici antichi, si tratta di saper riconoscere e giudicare il colore nella sua purezza. Il vetro è sensibile alle temperature, alle stagioni, ai cambiamenti di minerali e materie prime. Ci vuole grande attenzione e curiosità per poterlo indirizzare.

Quando il gruppo Trend ha acquisito Orsoni nel 2003 ha voluto fin da subito portare avanti la tradizione, perché questa è un’esigenza precisa della tipologia di cliente alto o altissimo spendente. Che non compra un prodotto, ma il valore che l’artigiano dà nel suo fare a mano e saper fare. «Ne siamo sempre stati convinti, continuiamo a introdurre nuove maestranze perché non ci vogliono né pochi giorni né pochi mesi, ci vuole molto tempo per istruire le maestranze alle nostre attività manuali tradizionali» spiega il presidente di Orsoni Venezia 1888. «Non esiste una scuola per il tranciatore, per il maestro del colore, per il mosaico d’oro, dobbiamo essere bravi a tramandarle qui dentro come è giusto che sia per la tipologia di cliente e mercato che Orsoni sta servendo». Orsoni è convinta che il saper fare debba continuare, non si accontenta di assumere le nuove maestranze e di fare l’affiancamento in laboratorio: per questo ha un progetto per l’anno prossimo, quello di ristrutturare uno spazio e chiamarlo Scola, un termine veneziano. L’obiettivo è di avere questo spazio utile a introdurre neo assunti, fargli un percorso di scuola, con attività inerenti a corsi per mosaico e con residenze d’artista che permettano di affiancare l’artigiano e l’artista, vero motore di R&S per queste attività artigianali.

«Crediamo che il fare a mano bene e il farlo vedere abbia un valore non sostituibile da nessuna macchina o tecnologia» scandisce Bisazza, «lo crediamo noi e lo pensano i clienti alto spendenti che danno un valore all’abilità del fare a mano, della nostra scelta di non immettere tecnologia in una fornace di fine Ottocento a Venezia. È perché quel che sappiamo fare bene noi è quel che il cliente vuole comprare». I clienti Orsoni hanno un elevato potere di spesa e cercano l’unicità, l’esclusività, qualcosa fatto solo per loro. Decorazioni di pareti, living, Spa, Wellness, piscine, bagni a forte decorazione. C’è chi vuole che si crei un colore solo per loro. Spesso Orsoni firma dei contratti “Non Disclosure” sul nome o sul progetto del cliente, quindi non può divulgare l’identità del cliente né le foto di megaville e megayacht.

Orsoni rappresenta il 10% circa del fatturato complessivo del gruppo e Trend ha destinato ad essa un piano di investimenti molto importante, anche a fronte della importante pipeline di ordini ricevuti, spesso spontaneamente, da tutto il mondo. Non a caso Orsoni da quando è stata acquistata ha sempre registrato utili, non ha debiti e presenta una elevata redditività.

L’espansione internazionale del gruppo Trend prosegue. «Abbiamo anche una sede a Dubai» aggiunge Fabbri, «stiamo aprendo un ufficio di rappresentanza a Riad, in Arabia Saudita, e abbiamo un importante divisione nel Brunei, dalla quale seguiamo tutto il Far East. Stiamo inoltre cercando di sviluppare il mercato indiano, già molto rilevante, con una fabbrica in India che già produce mosaici per tutto il gruppo e commercializza nel mercato locale e nelle aree limitrofe… già oggi facciamo 3 milioni in quella regione, ma possiamo raddoppiare facilmente questo risultato».

Il bello non conosce confini, sia quando si sceglie di seguire la tradizione, sia quando si apre all’innovazione: ancora di più quando si decide saggiamente di seguire entrambe le strade”.