Quei 790 miliardisotto il materasso

Sarà che in fondo al tunnel non si vede (ancora) nessuna luce. Sarà anche che la sensazione è che i miliardi del Recovery Fund verranno dissipati in mance, mancette, bonus e sovvenzioni a pioggia, senza piani per un rilancio concreto dell’economia. Sarà, pure, che tra lockdown, code fuori dai negozi (quelli che hanno riaperto, s’intende), mascherine e ingressi contingentati, in questi mesi spendere non è stato poi così semplice. Sarà, soprattutto, che quando i consumatori si attendono tempi di magra perdono la fiducia nel futuro (nell’eurozona siamo a -14,7 ad agosto dopo il -15 di luglio) e, appunto non consumano, trasformandosi da cicale in formichine assennate, che del doman, appunto, non v’è certezza. Fatto sta che il volume di conti corrente in Italia ad aprile ha raggiunto il massimo storico, toccando la vetta dei 790 miliardi di euro, con un aumento del 37,5% in soli cinque anni. Peccato però che almeno il 68% di questi soldi non frutti alcun interesse.

A lanciare l’allarme (si fa per dire, il vero allarme sarà casomai quando qualcuno rilancerà l’idea di un prelievo forzoso) è Deposit Solutions, fintech riconosciuta a livello globale (e sostenuta da da investitori come e.ventures, Vitruvian Partners, Greycroft, FinLab, Kinnevik, Peter Thiel, Top Tier Capital Partners, Angel Investor Stefan Wiskemann e Deutsche Bank AG) con la sua piattaforma open banking per i depositi. La sua tecnologia proprietaria, per intenderci, fornisce un’infrastruttura per il mercato globale dei depositi da 50 trilioni di dollari a beneficio di banche e risparmiatori: Deposit Solutions collega già più di 150 banche in 20 Paesi a più di 30 milioni di risparmiatori. Fondata nel 2011 da Tim Sievers, la società che ha l’headquarter ad Amburgo e filiali a Berlino, Londra e Zurigo, impiega un team di oltre 300 risorse.

“Gran parte del risparmio degli italiani rimane parcheggiato nei conti correnti privo di interessi invece di essere investito in depositi a termine. Di conseguenza, i risparmiatori perdono del rendimento anno dopo anno – anche in tempi di bassi tassi di interesse”, afferma Tim Sievers, ceo e fondatore di Deposit Solutions, che aggiunge: “Per le banche di quei paesi in cui i risparmiatori fanno minor affidamento su depositi a termine, il finanziamento tramite depositi è più costoso di quello che dovrebbe essere. Per risolvere questa sfida, continuiamo a promuovere lo sviluppo di un mercato europeo dei depositi – in modo che le banche possano raccogliere depositi dei clienti oltre i confini nazionali e i risparmiatori possano disporre delle offerte di tassi di interesse in tutta Europa tramite l’interfaccia della loro banca. Come nuova infrastruttura per un mercato dei depositi aperto, la nostra piattaforma collega già più di 150 banche in 20 paesi europei. In questo modo diamo nuova vita all’idea di un mercato unico europeo”.

L’analisi si basa sui dati di Deutsche Bundesbank, Banca Centrale Europea, Eurostat, Barkow Consulting, Federal Statistical Office e Institute for SME Research. In generale, il 57% del denaro depositato presso le banche dell’Eurozona è immediatamente disponibile (depositi a vista: conti correnti e conti overnight), mentre il 43% è legato a scadenze o soggetto a periodi di preavviso (depositi a termine: depositi a scadenza fissa e conti/libretti di risparmio).

 

La preferenza per il deposito a termine o la gestione flessibile della liquidità varia notevolmente da nazione a nazione: gli spagnoli e gli italiani sono i principali “amanti della flessibilità” con rispettivamente l’85% e il 68% del loro denaro in depositi a vista, mentre gli olandesi si distinguono come planner di lungo termine con l’82% di depositi a termine, seguiti dai francesi che si attestano a quota 67%.

Nel 2015 gli europei avevano depositato il 39% del loro denaro su conti correnti (2.547 miliardi di euro). Al 2020, questa cifra è cresciuta quasi del 50% (3.984 miliardi di euro). E mentre il volume dei conti correnti è aumentato, la quantità di denaro depositato su conti a tempo determinato, conti di denaro overnight e conti di risparmio, è rimasta invece stabile negli ultimi 5 anni (3.972 del 2015 vs 3.924 del 2020).