rate e prestiti

di Francesca Borgonovo *

Nel 2022 abbiamo assistito ad un forte aumento dei costi, in particolare dell’energia, con conseguente incremento dell’inflazione e dei tassi di interesse. Questi sono alcuni dei fattori che impattano sul valore delle aziende in modo negativo portando ad un generale abbassamento delle valutazioni aziendali, come evidenziato anche dalla diminuzione dei multipli di mercato tra la fine del 2022 e oggi.

La principale causa dell’inflazione è stata l’incremento dei costi generatosi dalla Pandemia da Covid-19 e poi dalla guerra russo-ucraina. Durante la Pandemia i governi hanno attuato pacchetti di stimolo per sostenere le loro economie e le banche centrali hanno portato i tassi di interesse a zero, implementando misure di politica monetaria espansive. Ciò ha portato ad un ingente afflusso di liquidità sul mercato e ad un elevata domanda di beni, ma molte aziende hanno avuto difficoltà a far fronte a questa maggiore domanda; infatti il lockdown ha causato blocchi produttivi e interruzioni della supply chain. Inoltre, nel febbraio 2022, l’inizio del conflitto russo-ucraino ha portato ad un’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime incrementando in modo significativo l’inflazione nell’area euro. Per contrastare l’inflazione sono intervenute le banche centrali, le quali sono state costrette ad aumentare i tassi di interesse ad un ritmo molto più rapido di quanto previsto dagli investitori comportando un notevole incremento della volatilità dei mercati finanziari nel corso del 2022.

L’elevata inflazione, l’aumento dei tassi di interesse e l’elevata incertezza hanno avuto un riflesso sui multipli di mercato, che sono diminuiti, e sul costo del capitale delle aziende, che è aumentato. Tutto ciò ha portato a una riduzione del valore aziendale.

Uno studio recente sull’andamento dei multipli di mercato, di un panel di società quotate appartenenti a diversi indici suddivisi per settore, nel periodo 31.12.2021-31.10.2023, ha mostrato quanto segue. Al 31.12.2022 i multipli che hanno mostrato una maggiore riduzione rispetto al 31.12.2021 sono quelli di società appartenenti al settore informatico. Questo è da ricondurre al fatto che le valutazioni di società appartenenti a questo settore apparivano particolarmente elevate nel 2021 e, nel corso del 2022 (anno caratterizzato da elevata volatilità), gli investitori hanno preferito spostare i propri investimenti da questo settore, che, generalmente, performa peggio quando i tassi di interesse sono alti e il costo del funding è maggiore, in altri settori. Nello stesso periodo, i multipli che hanno visto un maggiore aumento sono quelli delle società appartenenti al settore delle biotecnologie, settore ad elevata crescita e resiliente, e dell’aerospazio e difesa, che ha beneficiato dell’accelerazione data dal sostegno militare all’Ucraina a seguito dell’invasione russa. Al 31.10.2023 i multipli delle società del settore delle biotecnologie e del settore Life Science Tools and Services sono diminuiti di circa il 20% rispetto al 31.12.2022. In particolare, mentre il settore Life Science Tools and Services ha confermato il trend negativo riscontrato nel 2022, il settore delle biotecnologie, uno dei best performer dello scorso anno, ha registrato una performance negativa nel 2023. I multipli dell’industria Software e Consumer Staples Distribution & Retail sono quelli che crescono maggiormente nell’anno in corso. La crescita del settore Software è trainata da tecnologie sempre più avanzate e dagli ultimi progressi in materia di intelligenza artificiale.

Nel corso del primo trimestre 2024, i più importanti listini azionari hanno registrato ottime performance raggiungendo massimi storici. Rimangono tuttavia numerosi elementi di incertezza che potrebbero rallentare i listini globali, tra cui: tensioni geopolitiche globali (Russia-Ucraina, Israele-Hamas, China-Taiwan, etc.); superciclo elettorale globale (60 elezioni, 7 nei paesi più popolosi al mondo tra cui le elezioni presidenziali e congressuali negli Stati Uniti); situazione geopolitica nel Mar Rosso, rischio di supply chain per l’occidente e rischio di prezzi più elevati; rinvio del taglio dei tassi da parte della Fed e della Bce.

* Associate Director, Kroll Advisory, membro  del Comitato Corporate Finance di Andaf