L’importanza della logistica è prima di tutto nei numeri. Mordor Intelligence stima che il mercato del trasporto merci e della logistica in Europa chiuderà il 2024 con un fatturato poco superiore ai 1000 miliardi di dollari, al cambio attuale circa 925 miliardi di euro, per poi superare i 1200 miliardi (1110 in euro) nel 2029 con un tasso composito di crescita annuale nei 5 anni pari al 4,11%. Il valore delle attività logistiche in Italia nel 2023 secondo il Centro studi Confindustria è stato pari a 135,4 miliardi di euro, pari all’8,2% del Pil. Gli addetti sono circa un milione e quattrocentomila, il valore della logistica terziarizzata è pari a 61,3 miliardi di euro.

Ma tanto resta da fare per migliorare le condizioni nelle quali le imprese si trovano a lavorare. «Occorre uscire dall’ottica in cui logistica e trasporti sono considerati solo come un costo e non, come sarebbe corretto pensare, come un asset competitivo su cui far leva» si legge nel recente documento di Confindustria “Industria, trasporti, logistica e infrastrutture: insieme per la competitività del Paese”. «L’offerta logistica, così frammentata, presenta costi meno competitivi rispetto ai grandi operatori internazionali» si legge ancora nel documento di Confindustria. «L’Italia risulta al 19° posto nella classifica mondiale del Logistic Performance Index, elaborato dalla Banca Mondiale (Germania, Olanda e Belgio sono fra le prime sei). Le aziende italiane rispetto ai loro concorrenti del Nord Europa soffrono, pertanto, di uno svantaggio competitivo. L’Italia è anche al 14° posto nella classifica mondiale del Liner Shipping Connectivity Index, che misura la competitività del sistema portuale e logistico nazionale».

Per crescere in modo sano il comparto deve puntare sull’intermodalità sostenibile, come dimostra il successo di Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, che nel giro di pochi anni ha raggiunto i 2.300 soci, con 81 miliardi di euro di fatturato aggregato, 258.000 lavoratori, 190mila mezzi, e soprattutto 142mila collegamenti marittimi su 165 linee di autostrade del mare. «Proprio in considerazione degli importanti risultati raggiunti, ci auguriamo che l’Italia e l’Europa comprendano sempre più le istanze proposte dai nostri associati» dice il presidente di Alis Guido Grimaldi. Misure che incentivano l’intermodalità, quali Marebonus e Ferrobonus, vanno dunque rese strutturali e adeguatamente rifinanziate; e l’auspicio è che il nuovo Europarlamento riveda la discutibile applicazione del sistema di tassazione Ets al trasporto marittimo.