Nel contesto di utili record, le banche italiane proiettano un guadagno straordinario di 43 miliardi di euro nel 2023, alimentato dal rialzo dei tassi deciso dalla BCE. Tuttavia, la scelta delle banche di destinare i fondi a riserva anziché versarli allo Stato solleva dubbi sulla distribuzione dei profitti, come scrive il Corriere della Sera.

Profitti banche, 43 miliardi di euro di utili

Il 2023 potrebbe chiudersi con un aumento del 70% degli utili bancari, raggiungendo i 43 miliardi di euro. Nel terzo trimestre, gli utili hanno già superato del 80% quelli dello stesso periodo nel 2022, evidenziando l’impatto del rialzo dei tassi sui cittadini e le imprese.

La Fabi, sindacato bancario principale, esamina attentamente il scenario, richiamando gli istituti a condividere i profitti con coloro che li hanno generati. La redditività record è accompagnata da indici di liquidità e patrimonializzazione superiori alle aspettative della BCE.

Payout e buyback azionari, così festeggiano le banche

Nonostante la pioggia di utili, tutte le banche, comprese quelle a capitale pubblico come Mps e il Mediocredito Centrale, scelgono di destinare i fondi a riserva anziché versarli allo Stato. Questa decisione priva l’erario di un gettito stimato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro.

I soci delle banche festeggiano con un payout medio del 46% e buyback azionari miliardari. Tuttavia, la scelta di destinare a riserva anziché pagare l’imposta sugli extraprofitti del 2023 solleva domande sulle intenzioni delle istituzioni finanziarie.

Tassa sugli extraprofitti, un flop

L’annunciata tassa sugli extraprofitti, presentata come “misura di equità sociale” si rivela in sostanza un flop. Anche se legittima, la scelta delle banche di destinare a riserva anziché versare l’imposta al fisco mette in dubbio l’efficacia di simili misure “una tantum.”

Il boom degli extraprofitti bancari evidenzia la necessità di una riflessione approfondita sulla distribuzione dei guadagni e l’impatto delle decisioni delle banche sulla fiscalità. La mancata incassatura da parte dello Stato solleva interrogativi sull’efficacia degli interventi del governo.