Matteo Bassetti a L'Aria che tira in onda su La7

“Da uomo dello Stato, lavoro per un’università pubblica e un ospedale pubblico, conoscendo un po’ il sistema e avendo delle idee sarei onorato se qualcuno mi offrisse il ruolo di ministro”. Lo ha dichiarato all’Agenzia di stampa Agi il noto infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e star della televisione italiana.

L’esperto, lungamente corteggiato dal centrodestra, si dice pronto a ricoprire un incarico di ministro della Salute. Sarebbe il naturale riconoscimento dopo 2 anni di pandemia e conseguente esposizione mediatica. Il virologo Bassetti si è guadagnato un posto di tutto rispetto nella classifica dei virologi italiani più influenti.

Nel 2021, in piena pandemia, era inserito nel ranking mondiale di Scopus, la bibbia della scienza. Gli altri virologi italiani che si sono onorati della presenza in questa speciale parade sono: Ilaria Capua, Antonella Viola, Massimo Galli, Andrea Crisanti, Fabrizio Pregliasco, Maria Rita Gismondo, Giuseppe Remuzzi, Roberto Burioni, Silvio Brusaferro, Albero Mantovani, Luciano Gattinoni, Franco Locatelli, Giorgio Palù, Giovanni Rezza, Walter Ricciardi. In altre classifiche figurano Alberto Zangrillo e altre viro-celebrity.

Gran parte di questi sono volti onnipresenti sui social, in televisione e sui giornali. Le classifiche sono numerose: quelle dei guadagni, della reputation, della presenza sui media; in ogni caso il covid19 li ha trasformati in veri e propri influencer, talvolta carne da cannone per il circo mediatico, al punto da aver sicuramente inficiato la credibilità della scienza, già minata dalle fake news, dai no-vax, no green pass, complottisti e cucuzzaro vario.

 

Quanto guadagnano i virologi

Virologi, immunologi, infettivologi, esperti vari: se tutti questi si mettessero insieme in un partito probabilmente entrerebbero in blocco in Parlamento.

Ma quanto guadagnano i virologi in tv?

Non è facile rispondere a questa domanda, anche perché le televisioni commerciali non hanno mai reso noto al pubblico un listino trasparente degli ospiti in tv. Qualcuno aveva proposto la presenza di virologi in tv solo se autorizzati, ma la proposta avrebbe minato il libero mercato delle televisioni commerciali. Diversamente funziona in Rai, sulla tv pubblica di Stato, dove i bilanci dovrebbero essere cristallini. Tuttavia precisiamo che la materia è spesso oggetto di speculazione a sfondo demagogico: i contenuti e gli ospiti dei talk televisivi e dei salotti di fatto sono pagati dalla pubblicità che si genera grazie agli indici di ascolto (audience e share). Quindi indirettamente li paghiamo noi, accendendo col telecomando, che siamo spettatori ma soprattutto target appetibile e privilegiato degli inserzionisti pubblicitari. Se i contenuti fossero buoni e contribuissero a elevare il dibattito sulla scienza, in fondo questo circuito non dovrebbe penalizzarci. Anzi, sarebbe un ottimo investimento, non solo per la qualità del confronto, ma anche per le maestranze e tutti i lavoratori che operano dietro le quinte di un piccolo schermo.

Tornando ai guadagni, non c’è trasparenza. Panorama ha provato a fare i conti in tasca a Ilaria Capua, affidandosi alle sole parole del suo agente:

“Per un contributo di 10 minuti su Skype o attraverso lo studio televisivo dell’università ci si attesta intorno a 2mila euro più Iva. Non andiamo a minutaggio ma se si chiede una presenza di 10 minuti non può essere di un’ora, altrimenti la fee sale”.

Invece Bassetti, Galli e Crisanti hanno dichiarato di aver partecipato a costo zero. L’aspirante ministro della Salute Bassetti chiarì categorico: “Non vado in tv per fare un reality ma per parlare di Covid-19, un argomento che è di mia competenza. Ricordo che ci vado gratis e lo faccio quasi sempre di sabato, di domenica o di sera, cioè quando non sono in reparto: non sottraggo tempo ai miei pazienti, ma casomai alla mia famiglia”.

Diverso è il caso di Burioni, finito sotto la lente del Codacons. Nel maggio del 2020 Panorama si era rivolto a Elastica, agenzia di eventi e comunicazione di Bologna che si occupava del virologo ospite fisso da Fabio Fazio, a Che tempo che fa, fingendo interesse da una produzione privata. Alla domanda del giornalista l’agente avrebbe così risposto:

“Mi dica il budget, è limitato? Il professore farà le sue valutazioni. Potrebbe decidere di partecipare gratuitamente oppure di chiedere qualcosa in più perché è talmente impegnato che il compenso economico può essere una ragione per fare le cose”.

Dunque, niente cifre esatte e limpide, a discapito del dibattito stesso. Per il futuro sarebbe utile pubblicare un codice etico con gli eventuali ricavi. Ne gioverebbero i virologi stessi (che sono comunque personaggi pubblici), la loro credibilità e la qualità del contenuto offerto attraverso i media. A tutto vantaggio della politica e della scienza, due materie già abbondantemente minacciate dalle regole del circo mediatico.

Soldi a parte, tutti quanti (Bassetti compreso) ci hanno comunque guadagnato in immagine, in alcuni casi già bella e pronta per i patinati santini elettorali. Un investimento sicuro.