Quando Sara Airini è entrata in Quadrivio Group, a gennaio 2022, il gruppo stava attraversando una fase di forte espansione e crescente complessità operativa. In questo contesto si è resa necessaria un’evoluzione della struttura organizzativa e dei modelli di controllo, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo del business in modo più efficiente e sostenibile.
«La necessità di introdurre una figura di Cfoè nata proprio nel momento in cui Quadrivio stava accelerando il proprio percorso di crescita, perché quando un’organizzazione evolve rapidamente il principale rischio è che struttura, processi e sistemi non riescano a tenere il passo. La priorità era quindi dotarsi di strumenti, competenze e modelli organizzativi adeguati a supportare una realtà sempre più articolata e internazionale», racconta Airini.
Negli anni successivi il gruppo ha progressivamente rafforzato i propri sistemi di reporting, pianificazione finanziaria, governance e controllo, a supporto di un’operatività distribuita tra Lussemburgo, Milano, Londra, Parigi e Monaco. «Il valore di avere un Cfo a livello di gruppo consiste nella capacità di garantire una visione integrata, evitando approcci frammentati e favorendo coerenza nelle decisioni. Oggi il Cfo è sempre più un partner strategico, capace di connettere business, finanza, fiscalità, aspetti regolamentari e governance«, spiega Airini.
Parallelamente, Quadrivio ha avviato un percorso di innovazione volto a rendere l’organizzazione sempre più scalabile. “Tecnologia, automazione, data analytics e intelligenza artificiale stanno assumendo un ruolo centrale nell’evoluzione delle attività finanziarie e operative. L’obiettivo non è soltanto aumentare l’efficienza, ma anche migliorare la qualità delle informazioni e consentire alle persone di dedicare più tempo alle attività a maggior valore aggiunto», osserva Airini.
Secondo Airini, l’internazionalizzazione non rappresenta soltanto un ampliamento geografico, ma richiede l’adozione di standard operativi adeguati a mercati molto diversi tra loro. «Operare in piazze finanziarie come Londra significa confrontarsi con dimensioni, aspettative e livelli di competitività differenti. Ogni giurisdizione presenta caratteristiche specifiche, ma la disciplina finanziaria, il controllo dei processi e la qualità della governance restano elementi centrali in qualsiasi contesto». La collaborazione con i fondatori è continua e rappresenta uno degli aspetti distintivi dell’esperienza professionale in Quadrivio.
«Quadrivio conserva una forte impronta imprenditoriale. Partecipo ai principali comitati strategici e ho un confronto costante con i fondatori sulle decisioni rilevanti per il gruppo. Allo stesso tempo, il dialogo con gli investitori si sviluppa attraverso advisory board, assemblee e momenti periodici di confronto istituzionale».
Airini affianca gli investment team dedicati ai singoli verticali in cui investe Quadrivio. «Il mio ruolo è trasversale rispetto ai settori di investimento. Seguo l’intero processo dal punto di vista finanziario, operativo e di governance, assicurando il coordinamento con tutti gli stakeholder coinvolti nella struttura dei fondi, dalle banche depositarie ai transfer agent, dai fund administrator agli Aifm. Questo consente di garantire coerenza, controllo e qualità esecutiva lungo tutta la catena del valore. Il mio ruolo resta assolutamente neutrale rispetto ai diversi settori di investimento; è naturale però sentirsi maggiormente coinvolti da alcune tematiche che risuonano maggiormente con la propria esperienza e sensibilità», afferma.
«In molte organizzazioni il Cfo sta diventando sempre più vicino al Cio. La gestione dei dati, l’automazione dei processi e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il ruolo Finance, che oggi deve saper coniugare controllo, tecnologia e capacità di supportare il business», osserva Airini. «Il private equity attrae, ma dietro l’investimento esiste un ecosistema complesso composto da governance, compliance, controllo, relazioni con advisor, banche, auditor e investitori. Per questo motivo il Cfo moderno non può limitarsi agli aspetti contabili: deve contribuire alla costruzione di un’organizzazione scalabile, con responsabilità chiare, processi efficienti e capacità di anticipare i rischi».
Il percorso di crescita del gruppo si riflette non solo nel numero dei fondi gestiti, ma soprattutto nella loro dimensione e complessità. Dal 2022, la massa complessiva dei fondi gestiti è più che raddoppiata, mentre il team è passato da circa venti a settanta professionisti distribuiti tra diverse sedi europee. In parallelo, si è ampliato anche il perimetro operativo della direzione Finance, che oggi affianca il business su tematiche che spaziano dalla governance alla gestione dei rischi, dal coordinamento con i principali fornitori di servizi regolamentati all’evoluzione dei sistemi e dei processi aziendali. Nel perimetro di Airini rientrano anche le funzioni HR e IT, a conferma di un ruolo sempre più integrato e trasversale.
«Negli ultimi anni la sfida è stata accompagnare una forte crescita mantenendo solidità, controllo e qualità dei processi. Oggi la priorità è rendere questa struttura sempre più scalabile attraverso tecnologia, automazione e intelligenza artificiale. Credo che il futuro della funzione Finance sarà sempre meno legato all’elaborazione dei dati e sempre più alla capacità di interpretarli, supportare le decisioni e generare valore per il business.», sostiene Airini. Il suo percorso professionale, prima di Quadrivio, parte dal corporate finance di Fiat Group, dove resta circa sei anni, prosegue nell’M&A e nel settore dei fondi immobiliari con un decennio in una Sgr italiana e cinque anni in Germania e successivamente nel family office del Gruppo Borletti, dove ha operato dal 2016 al 2021. L’ingresso in Quadrivio nel 2022 ha rappresentato una naturale sintesi di competenze maturate tra finanza corporate, strategia, controllo di gestione e asset management. «Il Cfo richiesto oggi da organizzazioni in crescita non è quello classico: serve una figura multidisciplinare, che arrivi da un’area corporate, che abbia fatto esperienza in ambito strategico, operativo e organizzativo. È proprio questa capacità di integrare prospettive diverse che consente di generare valore e accompagnare la crescita dell’impresa nel lungo termine», conclude.
















