La stagione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego entra nella fase decisiva. Dopo anni caratterizzati da ritardi e trattative spesso concluse a distanza di tempo dalla scadenza degli accordi, il comparto pubblico si prepara a una nuova tornata di intese con l’obiettivo di chiudere i principali contratti entro la fine del 2025. L’accordo raggiunto per i dipendenti degli enti locali – si legge su Il Sole 24 Ore – ha aperto la strada a una rapida evoluzione dei negoziati che coinvolgono altri settori strategici dello Stato, dalla sanità alle amministrazioni centrali.
Contratti pubblici 2025-2027: il negoziato entra nel vivo
Dopo la firma dell’intesa relativa al comparto delle autonomie locali, che interessa circa 404 mila lavoratori, il confronto si è spostato sui dipendenti del settore sanitario. L’arrivo delle tabelle economiche ha rappresentato un passaggio fondamentale per il rinnovo del contratto di circa 550 mila infermieri, tecnici e altri professionisti della sanità. Il confronto tra Aran e organizzazioni sindacali potrebbe portare a un accordo già nelle prossime settimane.
Parallelamente, il Governo si prepara a recepire gli accordi già definiti per il personale delle Funzioni centrali, che comprende circa 193 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, oltre al rinnovo per quasi 8 mila dirigenti scolastici e della ricerca.
L’obiettivo del Governo: chiudere la stagione dei rinnovi
Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo punta a completare il quadro degli accordi relativi al triennio 2025-2027 entro la fine dell’anno. Un risultato che rappresenterebbe una novità rispetto al passato, considerando che storicamente i contratti del pubblico impiego sono stati spesso rinnovati quando il periodo di riferimento era già terminato.
L’attuale accelerazione è favorita anche dal nuovo clima nei rapporti tra Governo e sindacati. La partecipazione della Cgil alla sottoscrizione delle intese ha modificato lo scenario rispetto al precedente ciclo contrattuale, caratterizzato da una maggiore distanza tra le parti.
Aumenti salariali e tabelle economiche al centro del confronto
Uno degli elementi decisivi della fase attuale – riporta Il Sole 24 Ore – riguarda la definizione degli aspetti economici dei contratti. Le nuove tabelle consentono infatti di quantificare gli incrementi retributivi destinati ai lavoratori pubblici, una delle questioni più sensibili del negoziato alla luce dell’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto negli ultimi anni.
Per il personale sanitario, in particolare, il rinnovo assume un valore strategico anche per la necessità di rafforzare l’attrattività delle professioni e contrastare le difficoltà di reperimento di personale che interessano molte strutture.
Perché i rinnovi della Pa procedono più rapidamente
Alla base della nuova fase c’è un cambiamento nella programmazione della spesa pubblica. Dopo il lungo blocco contrattuale durato circa otto anni, il sistema ha ripreso gradualmente a funzionare dal 2018, ma con tempi condizionati dalla disponibilità delle risorse finanziarie, spesso stanziate quando il periodo contrattuale era ormai vicino alla conclusione.
Una svolta è arrivata con la programmazione economica collegata alla legge di Bilancio 2025 e alle nuove regole europee sui conti pubblici. Il nuovo quadro di governance economica dell’Unione europea richiede infatti agli Stati membri una pianificazione più anticipata delle spese considerate certe e strutturali. Tra queste rientrano proprio i rinnovi dei contratti pubblici, che non possono più essere trattati come impegni futuri da finanziare soltanto a ridosso della scadenza.
Aran, sindacati e Governo verso una chiusura anticipata
Il calendario delle prossime settimane sarà quindi decisivo per completare il percorso negoziale. Dopo l’approvazione degli accordi da parte degli organi di controllo, tra cui Ragioneria generale dello Stato e Corte dei conti, potranno arrivare le firme definitive.
Se il ritmo attuale sarà confermato, il rinnovo dei contratti pubblici 2025-2027 potrebbe rappresentare una delle più rapide chiusure della storia recente della contrattazione nella Pubblica amministrazione, con effetti diretti sulle buste paga di milioni di lavoratori.
















