professioni

Il primo passaggio parlamentare è concluso. Con l’approvazione del disegno di legge delega da parte del Senato, la riforma degli ordinamenti professionali entra ora nella fase decisiva dell’esame alla Camera dei Deputati. Il provvedimento interessa i Consulenti del Lavoro e altre quattordici categorie, chiamate a ridisegnare il proprio ruolo in un contesto economico segnato dalla trasformazione tecnologica e da nuove esigenze del mercato.

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Un nuovo assetto per le professioni regolamentate

Il disegno di legge punta a costruire un quadro normativo più moderno per le professioni regolamentate, adeguandone funzioni e organizzazione ai cambiamenti della società e dell’economia. Il riordino rappresenta un passaggio significativo per un comparto che svolge un ruolo centrale nell’assistenza a cittadini, lavoratori e imprese, contribuendo alla qualità e alla sicurezza dei servizi professionali.

De Luca: “Un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni”

“E’ un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia. Un traguardo che è stato possibile raggiungere grazie anche al grande spirito di collaborazione tra i 15 ordinamenti professionali coinvolti, che hanno saputo mettere da parte gli interessi particolari per il bene comune, che è poi la migliore garanzia per valorizzare le singole identità professionali”, ha commentato Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e di ProfessionItaliane.

Il valore economico di un percorso condiviso

L’intesa raggiunta tra le quindici categorie costituisce uno degli elementi più rilevanti dell’intero percorso. La capacità di superare le singole rivendicazioni ha consentito di definire una prospettiva comune, fondata sulla collaborazione tra gli Ordini e sulla necessità di rafforzare il contributo delle professioni allo sviluppo economico, alla competitività delle imprese e alla modernizzazione del Paese.

La sfida dei decreti attuativi

“La fase attuativa sarà decisiva per tradurre i principi in una disciplina concreta e l’esperienza maturata in questi mesi ci permette di guardare in questa direzione con grande serenità e ottimismo. Unità e senso di responsabilità continueranno a essere un tratto distintivo della riforma, perché la modernizzazione non nasce dalla contrapposizione tra categorie ma dalla loro capacità di camminare insieme”, ha concluso il Presidente De Luca. Dopo il passaggio alla Camera, saranno quindi i decreti attuativi a determinare la concreta portata della riforma.