Il caro carburanti mette sotto pressione il trasporto delle merci e comincia a pesare sulla vita quotidiana nel Mezzogiorno. La protesta di autotrasportatori e agricoltori interessa Calabria, Sicilia e Puglia, con ripercussioni sui rifornimenti e sulle consegne. Secondo le rilevazioni ministeriali, il gasolio si avvicina a 2,30 euro al litro: per il Codacons, quasi il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Sicilia, carburante e autobus sotto pressione

In Sicilia le difficoltà di approvvigionamento coinvolgono distributori e aziende del trasporto passeggeri. Anav Sicilia segnala consegne di gasolio saltate e riserve prossime al limite: senza nuovi rifornimenti, le imprese potrebbero ridurre le corse degli autobus, privilegiando i collegamenti indispensabili. A Palermo, intanto, la preoccupazione degli automobilisti ha alimentato code presso gli impianti più convenienti, mentre i gestori attendono le autobotti.

Supermercati, i prodotti freschi sono i più esposti

Le interruzioni nelle consegne mettono alla prova anche la distribuzione alimentare. Frutta, verdura, latte e carne sono i comparti più vulnerabili: alle possibili carenze nei punti vendita si aggiunge il rischio di deterioramento delle merci ferme presso i produttori. Il danno economico può così colpire entrambi i lati della filiera, riducendo le disponibilità per i consumatori e i ricavi delle aziende agricole.

Calabria, presidi nei collegamenti strategici

In Calabria, camion e trattori risultano presenti in 15 aree, tra cui la statale 534 vicino allo svincolo Firmo-Sibari e la statale 106 nel territorio di Cassano. La mobilitazione interessa anche Pollino, Sibaritide e Alto Jonio cosentino. Nel pomeriggio del 18 ottobre è stato inoltre segnalato il blocco dello svincolo A2 di Falerna: una situazione distinta dai presidi che, nella stessa giornata, non avevano interrotto completamente la circolazione.

Il confronto con il governo

Il passaggio decisivo è atteso martedì 20 ottobre, con l’incontro convocato alle 15 a Milano dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e la prevista partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. Al tavolo sono chiamate anche le rappresentanze autonome delle tre regioni. Per gli autotrasportatori calabresi, il fermo resta programmato fino alla mezzanotte dello stesso giorno, ma le decisioni sulle iniziative successive dipenderanno dalle risposte dell’esecutivo.