Il nuovo contatore NexMeter green del Gruppo Hera è già pronto per l’idrogeno

La decarbonizzazione galoppa e con essa anche l’economia circolare e, ovviamente, la digitalizzazione. Sono i tre settori dove le utilities italiane hanno concentrato il massimo sforzo in termini di investimento nel 2020. A certificarlo è il Report di Sostenibilità “Le Utilities italiane per la transizione ecologica e digitale 2021”, predisposto dalla Fondazione Utilitatis per conto di Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia.

Un esempio concreto: il contatore gas evoluto di Hera

Un grande passo avanti sulla strada della decarbonizzazione e dell’economia circolare lo ha fatto, ad esempio Gruppo Hera, tra le maggiori multiutility italiane, che all’ultima edizione di Enlit, la più importante fiera del settore, ha presentato in anteprima NexMeter green, il modello evoluto del suo contatore gas, ancora più smart. Il dispositivo, sviluppato in collaborazione con partner come Panasonic e Pietro Fiorentini, verrà realizzato in gran parte usando plastica riciclata ed è già pronto per la distribuzione in rete dell’idrogeno.

Idrogeno nel gas domestico? NexMeter è pronto 

NexMeter green vanta numerose caratteristiche innovative: è primo nel suo genere a livello internazionale per le funzionalità di sicurezza e la sua realizzazione in plastica riciclata completa l’impegno del Gruppo Hera per la transizione energetica e la circolarità. Oltre a essere dotato di tecnologia e funzioni d’eccellenza anche in termini di riduzione delle dispersioni di gas in atmosfera, il dispositivo sarà il protagonista della prima sperimentazione in Italia di uso dell’idrogeno nella distribuzione gas domestica. «NexMeter è un contatore innovativo che misura il gas naturale ma che è in grado di misurare anche miscele con green gas, come il biometano e in prospettiva anche l’idrogeno», ha spiegato l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera, Stefano Venier.

Ha anche l’allarme sismi e fughe di gas

«Il dispositivo presenta numerosi vantaggi per i clienti, specialmente sul fronte della sicurezza. Anzitutto una migliore precisione della misurazione dei consumi dell’abitazione o dell’utenza. In più il nuovo contatore è dotato di sensori antisismici, quindi è particolarmente indicato per chi vive in territori che presentano questo tipo di vulnerabilità. NexMeter ha anche una maggiore sensibilità nel misurare eventuali microfughe di gas che potrebbero verificarsi nell’impianto di casa: in questo caso il contatore si blocca in automatico». Grazie a circa 45 milioni di investimenti, l’obiettivo del Gruppo è raggiungere i 300mila contatori installati entro il 2023, di cui 200mila in plastica riciclata. Le aree interessate sono quelle servite dalle società di distribuzione del Gruppo Hera, a partire da quelle classificate a rischio sismico o in cui si sono verificati recentemente fenomeni tellurici, come Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. 

La distribuzione alle famiglie partirà da Modena 

La grande innovazione di NexMeter green è però l’uso dell’idrogeno, con la prima sperimentazione sul campo che partirà già nei prossimi mesi in provincia di Modena: una miscela di gas naturale e idrogeno verrà immessa in una porzione della rete di distribuzione gestita dalla multiutility, coinvolgendo una trentina di famiglie. Il progetto si inserisce nella più ampia strategia del Gruppo Hera per lo sviluppo dell’idrogeno. «ll nostro primo obiettivo è quello dell’asset readiness, cioè mettere in condizione le infrastrutture di cui disponiamo, quindi le reti gas con tutti i punti terminali, i contatori, di accogliere e accompagnare la transizione energetica, grazie alla capacità di gestire anche le miscele di idrogeno», ha sottolineato Venier. «Il secondo obiettivo di Hera è sfruttare le peculiarità del Gruppo, facendo leva sulle nostre competenze multibusiness, per alimentare la produzione di idrogeno verde, che sappiamo essere una delle opzioni chiave del processo di transizione energetica verso il target della carbon neutrality al 2050».

Il presidente esecutivo del gruppo Hera Tomaso Tommasi di Vignano (a sinistra) con l’ad Stefano Venier

Un contatore fatto di materiali green e riciclati

Al di là della sperimentazione con l’idrogeno, l’uso di NexMeter è in grado di apportare benefici concreti all’ambiente e al portafoglio: l’eliminazione delle perdite, infatti, riduce le dispersioni di metano, a loro volta altamente inquinanti, mentre l’intero processo di ottimizzazione della gestione della rete gas incide positivamente sul rendimento e sulle emissioni degli apparecchi utilizzatori, a partire dalle caldaie. La capacità di intercettare e segnalare agli utenti anche le più piccole fughe di gas aiuta poi a contenere i costi in bolletta. Il nuovo NexMeter green sarà il primo contatore in commercio con la maggioranza dei componenti – oltre il 68% – realizzati in plastica riciclata: un risultato che il Gruppo Hera ha raggiunto grazie alle competenze della controllata Aliplast, leader nel riciclo e nella rigenerazione della plastica, che vanta una produzione annua di circa 100mila tonnellate di plastica riciclata. Un dispositivo green anche sul fronte della manualistica, con il classico libretto di istruzioni sostituito da un QR code stampato sul contatore, e la confezione in cartone riciclato.

«In linea con gli obiettivi dell’agenda 2030»

«Con NexMeter, già due anni fa, abbiamo dato prova concreta della nostra capacità di investire e innovare in un settore ancora molto tradizionale come quello della distribuzione del gas, ponendo particolare attenzione alla sicurezza e alla riduzione delle dispersioni di gas in atmosfera, elemento al centro anche del recente dibattito della Cop26», ha aggiunto Venier. «Con questa nuova versione del dispositivo, pronta per l’idrogeno e in plastica riciclata, facciamo un ulteriore passo in più, continuando a mettere a frutto la nostra profonda esperienza in questo ambito con le competenze dei partner più qualificati a livello nazionale e internazionale. Azioni e investimenti per l’economia circolare e l’innovazione guidano, infatti, le strategie del nostro Piano industriale, in linea con gli orientamenti europei e gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Come multiutility del territorio, del resto, abbiamo anche il compito di crescere accompagnando, in parallelo, lo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operiamo, con soluzioni all’avanguardia, rispettose dell’ambiente e che rispondono ai bisogni di sicurezza e qualità dei cittadini. NexMeter rappresenta un esempio tangibile del nostro impegno per svolgere al meglio questa missione». 

«Ridurremo del 37% le nostre emissioni di Co2»

L’impegno di Hera per la transizione ecologica, uno dei pilastri su cui si fonda il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è notevole: «Per il 2030 ci siamo posti l’obiettivo della riduzione del 37% delle nostre emissioni di CO2: siamo una delle poche aziende con un piano che consente di stare ben al di sotto del target dei due gradi di incremento della temperatura del pianeta», ha spiegato Venier. «Ci siamo poi assunti degli impegni molto importanti dal punto di vista dell’implementazione dell’economia circolare. Siamo già leader italiani nel riciclo delle materie plastiche, abbiamo già raggiunto il target europeo per il riciclo degli imballaggi previsto per il 2030, e siamo impegnati con numerosi progetti per la produzione di biocarburanti, a partire dal biometano che ricaviamo insieme al compost dalla raccolta differenziata dell’organico nel nostro impianto all’avanguardia a Sant’Agata Bolognese. Tutto questo per noi rappresenta soltanto il punto di partenza verso una futura evoluzione che deve necessariamente ricercare un equilibrio nell’utilizzo delle risorse del pianeta, che vengono oggi sfruttate oltremisura». Grazie agli investimenti previsti nel nuovo Piano industriale, il Gruppo Hera si pone una serie di traguardi ambiziosi per il prossimo futuro. «Vogliamo proseguire nello sviluppo del valore condiviso rispetto a tre assi fondamentali: perseguire la decarbonizzazione attraverso le soluzioni delle bioenergie e dell’efficienza energetica; chiudere il cerchio e rigenerare risorse sull’asse dell’economia circolare e, infine, ma non certo meno importante, promuovere l’innovazione per uno sviluppo della prosperità del territori nei quali operiamo, che sono per noi un elemento fondamentale», ha sottolineato Venier. «Il tutto cercando di metterci nelle migliori condizioni per cogliere le opportunità offerte dal Pnrr».