Trani
Una suggestiva immagine del porticciolo di Trani, con sullo sfondo la magnifica cattedrale romanica.

La cultura può essere anche una leva di geoeconomia dei territori. Un festival letterario non è soltanto un appuntamento per lettori, scrittori e addetti ai lavori: quando riesce a costruire reputazione, attrattività e flussi di visitatori, può diventare un vero motore di economia locale. È questa una delle chiavi attraverso cui leggere i Dialoghi di Trani, che quest’anno festeggiano 25 anni e si candidano sempre più a consolidare il ruolo di Trani nel panorama nazionale dei festival culturali e letterari.

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L’effetto non riguarda soltanto la visibilità. Una manifestazione capace di richiamare migliaia di persone (nel 2025 sono state oltre 22mila le presenze) in un periodo ancora lontano dai picchi dell’estate può contribuire alla destagionalizzazione del turismo, generando domanda per alberghi, ristoranti, bar, attività commerciali e servizi. In altre parole, la cultura diventa anche uno strumento per far circolare valore sul territorio.

La XXV edizione de I Dialoghi di Trani, in programma dall’11 al 26 settembre (anche se altri appuntamenti collaterali ci sono stati prima dell’evento ed altri ce ne saranno in ottobre), porta in città oltre 150 ospiti e un programma che intreccia letteratura, politica, economia, società, scienza, diritti e grandi questioni del presente. Un percorso iniziato nel 2002 e costruito attorno a un’idea precisa: utilizzare il dialogo e la cultura come strumenti di conoscenza, ma anche come fattori di sviluppo socioeconomico.

Un quarto di secolo di cultura, con uno sguardo internazionale

Organizzata dall’Associazione culturale La Maria del Porto, in collaborazione con il Comune di Trani, la Regione Puglia e il Consiglio regionale della Puglia, la rassegna è oggi tra i festival culturali italiani più riconoscibili anche oltre i confini nazionali. Una manifestazione che negli anni ha costruito una rete di collaborazioni con realtà come Fondazione Bellonci, Treccani, Scuola Holden, Salone del Libro di Torino, Fondazione Feltrinelli e Goethe-Institut.

Dal 2021 il festival ha inoltre rafforzato la propria dimensione internazionale attraverso appuntamenti e anteprime negli Istituti Italiani di Cultura di Madrid, Parigi, Malta, Algeri e Bruxelles. Nel 2026 il percorso proseguirà con appuntamenti ad Atene, alla Fiera del libro di Francoforte e al Parlamento Europeo di Bruxelles. È anche attraverso questa capacità di uscire dai confini cittadini che Trani può aumentare la propria riconoscibilità come destinazione culturale, affiancando alla tradizionale attrattività turistica pugliese una proposta legata al patrimonio immateriale, alla conoscenza e alla produzione culturale.

Libri, grandi ospiti e indotto per il territorio

Il dato più interessante, dal punto di vista economico, è quello della capacità di generare partecipazione. La scorsa edizione dei Dialoghi ha registrato 106 eventi, 192 ospiti e oltre 22mila presenze, mentre la comunicazione digitale ha prodotto più di 3,6 milioni di visualizzazioni sui social, circa 43mila sul sito e oltre 9mila su YouTube.

Per una città come Trani, questo significa poter trasformare un evento culturale in un’occasione di promozione territoriale. Chi arriva per un incontro può soggiornare, mangiare nei ristoranti, frequentare bar ed esercizi commerciali, visitare la città e il territorio circostante. Il festival, dunque, diventa parte di un ecosistema più ampio nel quale cultura, turismo e attività economiche locali si alimentano reciprocamente. E la scelta del mese di settembre è particolarmente significativa: portare flussi turistici e culturali fuori dall’altissima stagione significa contribuire a distribuire la domanda lungo un arco temporale più ampio, uno dei nodi strategici per molte destinazioni turistiche.

La complessità come parola chiave dell’edizione 2026

Il tema scelto per la XXV edizione è la “Complessità”. Una parola che sintetizza la volontà dei Dialoghi di interrogarsi sulle trasformazioni della società contemporanea e sui modi attraverso cui interpretare un presente sempre più difficile da leggere con categorie semplici.

Il festival entrerà nel vivo dal 17 al 20 settembre, nei palazzi e nelle piazze del porto di Trani, dopo l’apertura dell’11 settembre con la cerimonia del Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi, concorso letterario dedicato alle opere prime di narrativa italiana, giunto all’undicesima edizione.

Dal 12 al 20 settembre sarà inoltre protagonista Dialoghi OFF, con appuntamenti dedicati a welfare, legalità, cultura, lavoro, diritti, educazione e volontariato. Tra i vari appuntamenti anche una tavola rotonda sulla cannabis medicinale, organizzata da Farmalabor, che metterà attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese ed esperti per discutere di ricerca, produzione italiana e continuità terapeutica. Spazio anche ai più giovani con i Dialoghi di Jukebooks, dedicati alla fascia 0-15 anni.

Dalla letteratura alla scienza, dal lavoro alla politica: il programma e gli ospiti dei Dialoghi di Trani

Il programma conferma la vocazione multidisciplinare della manifestazione. A Trani arriveranno, tra gli altri, Marianna Aprile, Imma Battaglia, Ilaria Capua, Gianrico Carofiglio, Carola Carulli, Domenico Castellaneta, Cristiana Castellotti, Luca Ciarrocca, Fulvio Colucci, Antonio Decaro, Luca De Biase, Alberto Felice De Toni, Antonio Di Giacomo, Nando dalla Chiesa, Marco Dixit, Piero Dorfles, Giuliano Foschini, Giancarlo Fiume, Marcello Gemmato, Massimo Giannini, Vito Giannulo, Francesco Giorgino, Annamaria Giordano, Nicola Gratteri.

E, ancora, Massimo Gramellini, Yaryna Grusha, Anita Guarnieri, Sergio Luciano, Simona Maggiorelli, Dacia Maraini, Piero Martin, Mimmo Mazza, Massimo Nava, Vittorio Emanuele Parsi, Alberto Pellai, Flavia Perina, Lia Piano, Antonio Procacci, Gaetano Prisciantelli, Anna Puricella, Gigi Riva, Baldo Sansò, Matteo Saudino, Francesca Savino, Nello Scavo, Alessandro Seidita, Thomas Strässle, Barbara Tamborini, Elena Testi, Daniela Tommasini, Marco Travaglio, Giorgio Zanchini, Gustavo Zagrebelsky, Joshua Wahlen, Edoardo Winspeare e molti altri protagonisti della cultura, del giornalismo, della scienza e della società italiana.

Voci che si aggiungono alle tante personalità di primo piano del dibattito pubblico italiano e internazionale che in passato sono stati ospiti dei Dialoghi, da Giuliano Amato a Alessandro Baricco, da Zygmunt Bauman a Dacia Maraini, da Carlo Cottarelli a Michela Murgia, fino a Mario Tozzi, Roberto Scarpinato, Sergio Rizzo, Gad Lerner, Maurizio De Giovanni e molti altri.

La dimensione mediterranea rimane uno dei tratti distintivi dei Dialoghi. La rassegna nasce infatti con uno sguardo rivolto ai grandi cambiamenti contemporanei e al rapporto tra culture, popoli e territori. Anche nel 2026 questa vocazione si riflette negli appuntamenti internazionali. L’8 ottobre il festival sarà ad Atene, all’Istituto Italiano di Cultura, per un incontro sull’antropologia del mondo antico; il 10 ottobre sarà alla Fiera del libro di Francoforte, mentre il 13 ottobre approderà al Parlamento Europeo di Bruxelles per discutere di mercato interno e tutela dei consumatori.

Tutte le info, gli eventi e il programma aggiornato sono disponibili sul sito ufficiale de I Dialoghi di Trani.

Vincenzo Petraglia