Gli esami di maturità 2024 sono alle porte e vedranno coinvolti 526.317 studenti in tutta Italia, con la prima prova scritta fissata per il prossimo 19 giugno. Quest’anno le commissioni esaminatrici saranno 14.072, ognuna composta da membri interni ed esterni, per garantire un esame il più possibile equo e trasparente.

Criticità e ricorsi

Come ogni anno, non mancano le criticità. Alcuni docenti hanno rinunciato all’incarico di commissari, una scelta spesso motivata da questioni logistiche o personali. Inoltre, c’è stata una significativa richiesta di certificati medici da parte dei candidati, un fenomeno che ha sollevato alcune polemiche. Anche il numero di ricorsi è in aumento, con studenti e famiglie che contestano le decisioni delle commissioni in merito alla valutazione dei colloqui o alla composizione delle stesse.

I compensi

Oltre all’opportunità di contribuire alla formazione dei giovani, per i professori in pensione si tratta anche di un’occasione economica. I compensi, fissati da un decreto del 2007, vanno dai 1.249 euro lordi per i presidenti di commissione ai 911 euro per i commissari esterni, con maggiorazioni per le distanze percorse. Per i commissari interni, il compenso è di 399 euro lordi.

Organizzazione e logistica

Gli uffici scolastici regionali hanno aperto le iscrizioni per le commissioni già da mesi, cercando di garantire un processo il più possibile fluido e organizzato. Le scuole hanno messo in atto tutte le misure necessarie per assicurare il corretto svolgimento delle prove, incluse le necessarie precauzioni sanitarie in risposta alla recente pandemia.

Gli esaminatori

Quest’anno ci sarà un totale di 28.038 classi esaminate. La composizione delle commissioni, che include sia membri interni che esterni, è stata attentamente valutata per garantire una giusta rappresentanza delle varie discipline. Tuttavia, alcune regioni, come il Lazio, hanno registrato un numero elevato di rinunce da parte dei docenti designati come commissari, creando alcune difficoltà nell’organizzazione.

 

Le prove d’esame

La prima prova scritta sarà uguale per tutti gli indirizzi di studio e riguarderà la lingua italiana. Seguirà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo, che verterà sulle materie caratterizzanti il percorso di studi specifico. Successivamente, gli studenti dovranno affrontare un colloquio orale, durante il quale verranno esaminati su diverse discipline, con l’obiettivo di valutare non solo le conoscenze acquisite ma anche le capacità di argomentazione e sintesi.