produzione industriale

L’indice destagionalizzato della produzione industriale è ancora in calo. A ottobre, rispetto al mese di settembre, cede dello 0,2 e lo stesso vale per il confronto sul trimestre precedente (agosto- settembre). Insomma il livello di produttività negli ultimi mesi in Italia cede il passo, anche se in alcuni settori sembra andare in controtendenza. Ad esempio l’energia su base congiunturale cresce dell’1,5% e i beni di consumo dello 0,4%. Calano, invece, i beni intermedi (-0,4%) e gli strumentali (-0,5).

Se non si tiene conto degli effetti di calendario, nel mese di ottobre l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziale dell’1,1%. Basti pensare che i giorni lavorativi in calendario sono stati 22 contro i 21 di ottobre. Gli incrementi tendenziali per l’energia si sono registrati (+2,7), ma anche per i beni strumentali (+1,3). La produttività cade in modo consistente nel settore beni di consumo (-2,9%) e nei beni intermedi (-3,2).

Quali sono i settori dove la produzione industriale cresce di più

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più ampi sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,4%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,9%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+6,6%). Le flessioni maggiori si registrano nell’industria del legno, della carta e della stampa (-11,8%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,3%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-6,9%). «A ottobre – spiega l’Istat in un commento – si registra una lieve diminuzione congiunturale della produzione industriale; in moderata flessione risulta pure il complesso del trimestre agosto-ottobre rispetto ai tre mesi precedenti. Tra i principali raggruppamenti di industrie si rileva una dinamica mensile positiva per l’energia e i beni di consumo, mentre flettono i beni intermedi e quelli strumentali. Diminuisce in termini tendenziali l’indice corretto per gli effetti di calendario. Sempre su base tendenziale, si registrano variazioni positive per l’energia e i beni strumentali, a fronte di flessioni per i beni di consumo e i beni intermedi».