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Produrre costa di più. A dirlo è l’Istat che conferma in un report come i prezzi alla produzione dell’industria aumentino dell’1,5 su base mensile, anche se si registra una diminuzione del 9,5 su base annua. I dati riguardano il mese di ottobre. La crescita si fa soprattutto sentire rispetto al mese di settembre e in modo particolare sul mercato interno. I prezzi crescono del 2,2%, sebbene abbiano avuto una flessione del 12,4 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

É ancora l’energia a fare da traino

Se si tolgono comparto energetico, i prezzi diminuiscono dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1,3% in termini tendenziali (era -0,4% a settembre). Calano anche sul mercato i prezzi, che hanno riduzione dello 0,2% su base mensile(-0,3% area euro, -0,1% area non euro) e dello 0,9% su base annua (-1,3% area euro, -0,5% area non euro). Anche nel trimestre che va da agosto a ottobre 2023, rispetto ai tre mesi precedenti, si è registrato un incremento dei prezzi alla produzione nell’industria con un incremento dell’1,2%. La cifra nasce dalla sintesi del dato interno (+1,8%) ed estero (-0,3%).

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Quali sono i settori con l’aumento maggiore dei prezzi

A ottobre nel manifatturiero, gli aumenti tendenziali più marcati riguardano i settori computer, prodotti di elettronica e ottica (+3,4%), sul mercato interno, e prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,1% area euro) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+6,3% area non euro), sul mercato estero. Ampie flessioni tendenziali si rilevano su tutti i mercati per prodotti chimici (-9,4% mercato interno, -7,0% area euro, -7,6% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-7,0% mercato interno, -10,3% area euro, -9,4% area non euro) e industria del legno, della carta e stampa (-5,2% mercato interno, -14,2% area euro, -4,7% area non euro). Calano i prezzi per la costruzione degli edifici residenziali e non  dello 0,1%, su base sia mensile sia annua. Anche i prezzi di “Strade e Ferrovie” diminuiscono dello 0,1% su base mensile; su base annua, registrano una flessione dello 0,4%. Cresce, invece, il costo per la produzione dei servizi dello 0,3%, rispetto al trimestre precedente e del 2,7% su base annua. Gli incrementi tendenziali più elevati si rilevano per i servizi di magazzinaggio e custodia (+7,9%) e di noleggio di autoveicoli (+7,6%); la flessione tendenziale più ampia riguarda i servizi di trasporto marittimo e costiero (-13,4%).