A gennaio 2026 i consumi pesano di più. I prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona segnano un +1,9% su base annua, confermando la tendenza al rialzo dei prodotti più utilizzati quotidianamente. Lo rende noto l’Istat.

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A gennaio 2026 consumi in aumento

Nel complesso, l’incremento dei prezzi al consumo si attesta all’1,0% su base annua, il livello più contenuto dal novembre 2024, quando l’inflazione aveva raggiunto il +1,3%. A influenzare maggiormente questa crescita sono principalmente gli alimentari non lavorati, con un aumento del 2,5%, e quelli lavorati, cresciuti dell’1,9%.

Abitazione, tabacchi e servizi: prezzi in aumento

Oltre agli alimentari, contribuiscono all’incremento dei prezzi anche i servizi legati all’abitazione, che segnano un +4,4%, i tabacchi con un aumento del 3,3% e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in crescita del 3,0%. Questi dati confermano come il carrello della spesa continui a registrare variazioni significative, con un tasso di crescita su base annua pari all’1,9%.

Inflazione di fondo stabile al +1,7%

L’inflazione di fondo, che esclude gli alimentari freschi e l’energia, si mantiene leggermente più contenuta, attestandosi al +1,7%, segnale di una pressione sui prezzi relativamente moderata rispetto al contesto degli ultimi mesi.